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Brindisi-Bologna... ...solo andata |
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Brindisi...
Ci hanno chiesto di scrivere qualcosa sulla nostra vita a
Bologna, sulle nostre "avventure" con un modo di vivere (e soprattutto parlare)
diverso dal nostro.
Sono passati 4 anni dal nostro arrivo, ma se ci concentriamo ci
rivediamo su quel treno IC, ancora col cervello libero dalle formule dei libroni
di ingegneria e con la fantasia di due adolescenti, in quel settembre del ’97
quando, a malincuore, salutavamo gli ulivi della nostra terra.
L’IC volava verso Bologna, verso gli studi, verso una città
tutta nuova. Niente più vasche al Corso di Brindisi, niente più
fritte da Romanelli1, sgami al Central Bar,
scindute al porto… Eh, già: all’epoca pensavamo che niente sarebbe stato
più bello degli anni del liceo, quando si sfottevano i compagni e si seguivano
di nascosto "quella" di italiano per skumarla imboscata col vicepreside,
ormai a scuola tutti avevano capito che quei due si stavano sgamando.
A proposito: sgamare è una parola del dizionario
italiano che significa "cogliere sul fatto", Brindisi, invece, è l’unica città
dove vuol dire "corteggiare", ma in senso più…adolescenziale! Tra l’altro il
brindisino (ma in generale il meridionale) ha delle tecniche di sgamo
efficaci e collaudate, a volte demenziali, comunque adattabili ad ogni
situazione!
Noi ragazzi di Br ci dividiamo pressappoco in tre categorie: i
cacafave (scusate il termine…), i fighettini e quelli…a metà. I primi
regnano nella piazza Vittoria bassa, adorano chiamarsi "cumpà" e
presciarsi per le più grandi stupidaggini (tipo: scambiarsi gli auguri
per il cellulare nuovo!); i secondi sono per lo più discendenti o seguaci del
liceo classico (i cosiddetti classicisti) e se la fanno al Central Bar
(ma attenzione: fuori dal bar!); i terzi li trovate nella restante parte del
mondo. I Central-maniaci sono capaci di stare lì fermi, impalati, a parlare
anche il lunedì sera mentre scende il diluvio universale. E non c’è verso di
convincerli ad andare a lu Ciarc prima di mezzanotte.
Tutte queste categorie sono però accomunate da un grande dono:
l’arte di abbreviare! Noi non ci chiamiamo Paola, Sabrina, Mirko, Stefania,
Giovanni. Noi siamo Pa’, Sabri’, Vince’, Miii, Stefa’, Giuva’… E
‘ncolliamo! L’arte dell’incollare è molto diffusa dalle nostre
parti: quale città ha gente capace di soprannominare un tizio "facci di ovo di
pasca senza sorpresa" oppure "aso a‘ccoppi" (cioè asso di coppe)?!!
Ma gli aspetti per cui più ci vantiamo di essere brindisini
sono 2: la parola presciato e l’utilizzo indiscriminato del "going to".
La parola presciato è l’unica che non riusciamo a
spiegare ai colleghi della facoltà: o lo si capisce al volo, come ha fatto
Emanuele2, o non lo si capirà mai, perché dire semplicemente che
significa "essere contento" non rende l’idea. Un po’ come l’uso del temine
filo: in qualunque altra parte d’Italia si direbbe "non ti preoccupare",
a Brindisi "non ti preoccupare filo"!
Il "going to" è la cosa per cui siamo più sfottute in assoluto
dai non brindisini "stasera stiamo andando al cinema", "domani stanno
mangiando da noi Bea e Nicla", "Ma’ (rivolta alla mamma), sto venendo
sabato, prepara la focaccia"...
…La FOCACCIA. Se ci avessero detto che chiedendo a Bologna la
focaccia ci avrebbero dato una brioche col gelato avremmo cambiato treno, altro
che IC Brindisi-Bologna!!! Ma che ne sapevamo noi, ignare fanciulline, che la
focaccia brindisina a Bo si chiama pizza e non ha neanche il colore della nostra
puddica, e se in pizzeria chiedi la focaccia ti guardano pure male?!!
Quando siamo venute a conoscenza di tutto ciò non solo eravamo scese alla
stazione di Bologna, ma ci vivevamo da un bel po’, e ci è voluto parecchio per
accettare quello strano modo di parlare dei nostri neo-concittadini.
...e Bologna!
Il primo impatto è stato sicuramente quello con i trasporti
pubblici. Giù da noi si parla genericamente di "corriera", che sia arancione,
blu, verde o rossa, ma una volta arrivate a Bo abbiamo dovuto riprendere in
considerazione la sottile differenza bus=trasporto urbano, corriera=trasporto
extraurbano, per non rischiare di arrivare a Sasso Marconi anziché a Porta
Saragozza! A parte questo primo disguido, il nostro rapporto con l’ATC non va
poi così male considerando che in uno dei tanti concorsi ci hanno anche regalato
una bicicletta! Anche la bici è un mezzo comune nelle vie della città, perché
pratico, economico (soprattutto) e veloce, almeno fino a quando non incontri un
autista fuori dai coppi che pensa bene di ridurre il traffico in via
S.Vitale lasciando al biker di turno solo 10 cm di spazio tra il suo bus e il
porticato, e se malauguratamente i freni non funzionano c’è il rischio di finire
come Leonardo Pieraccioni nel film "Il Ciclone"!
I primi tempi, quando c’erano solo due corsi da seguire e
ancora non avevamo la nostra balotta, stando più tempo in casa capitava
spesso che al citofono suonasse il postino o qualche ragazzo con migliaia di
volantini da distribuire (poverino). Ma avete idea di quanto tempo abbiamo
impiegato a capire che dicevano "posta in buca", "mi da il tiro"?!
Non è sufficiente dire "mi apre il portone, per favore"?!! Per non dire della
sorpresa quando abbiamo scoperto che la nostra ruska (tirchieria) qui era
diventata il rusco, cioè spazzatura!
Camminando per le strade della città è facile incontrare
cinni appena usciti da scuola dove sono stati accuditi dalla loro dada
(piuttosto che dalla nostra più comune bidella che vende i panini durante la
ricreazione) e cinnazzi che invece di studiare vanno in giro
polleggiati facendo gli sboroni con la morosa, una
paglia in mano e una cicless in bocca o magari tentando di
nascondere un intorto con una bella gnocca. Soccia! (tipico
intercalare bolognese usato da grandi e piccini, avvocati e operai, preti e
miscredenti derivato da una colorata e impegnativa pratica da cui ci auguriamo
che i preti si astengano!).
A parte l’economia aziendale (che dobbiamo studiare pur
frequentando ingegneria) a noi poveri studenti fuori sede tocca fare i conti con
l’economia domestica, e quindi con i fontanieri che ti chiedono un bel
po’ di pilla per cambiare un rubinetto non accorgendosi della voragine
che c’era nella tubazione. Che zzia quell’uomo!
A parte il "caro-vita", Bologna è bella per tante cose: è
accogliente, ci sono tante attività culturali, ma sicuramente il motivo per cui
tira così tanti ragazzi (e non) è la vita mondana. Ogni sera si trova qualcosa
da fare, il centro è popolato a tutte le ore, incontri persone di ogni tipo e si
fa conoscenza con facilità, ma attenzione: potrebbe essere una bella
cartola oppure un malintenzionato travestito da busone! In fondo,
posto che vai gente che incontri, anche se bisogna dire che l’unico posto in cui
sappiamo con certezza che tipi si incontrano è via Zamboni: maragli a
volontà, che si confondono con i dark, barboni e una numerosa popolazione di
cani. Per il resto non siamo ancora riuscite a trovare il corrispettivo del
nostro Central Bar, sembra che tutti vadano a rintanarsi direttamente nei
locali: così è facile distinguere il locale "in" quello fighetto, quello per
studenti e quello da truzzi!
Così tra una bazza e l’altra qui a Bo la vita
scorre veloce, ma anche grazie, "alla" Linda e "alla" Samy (che
mania hanno questo bolognesi di mettere la preposizione davanti al nome!)
riusciamo a vivere (e sopravvivere) al meglio; e anche se la nostra piccola
città con i suoi pregi e i suoi difetti cui manca, ci facciamo adottare ben
volentieri.
E se per caso aveste intenzione di fare un salto dalle nostre
parti ecco un piccolo vocabolario che può tornare
utile:
| Brindisino |
Bolognese |
Italiano |
| Fritta |
|
Calzone ripieno fritto |
| Sgamare |
Fare il filo |
Corteggiare |
| Fare le vasche |
|
Fare su e giù per il centro |
| Scinduta |
|
Quando si va in centro (che a Brindisi è in discesa verso il porto) |
| Skumare |
Sgamare (come in tutto il resto del mondo!) |
Cogliere sul fatto |
| Cacafave |
Truzzo, maraglio |
Rozzo locale |
| Cumpa’ |
|
Saluto amichevole |
| Farsela a... |
|
Frequentare |
| Lu Ciarc |
|
"the Church" (pub del momento di Br) |
| ‘ncollare |
|
Soprannominare |
| Presciato |
|
Contento e soddisfatto in modo esagerato |
| Filo |
|
Termine rafforzativo dell’italiano "per niente" |
| Puddica |
|
Pizza spessa e morbida con pomodori a pezzetti |
| ‘mpacciutu |
Fuori dai coppi |
Fuori di testa |
| |
Balotta |
Gruppo di amici |
| |
Dare il tiro |
Aprire il portone |
| Ruska |
|
Tirchieria |
| Mmondezza |
Rusco |
Spazzatura |
| |
Dada |
Bidella |
| Vagnoni |
Cinnazzo |
Adolescente |
| Piccinnu |
Cinno |
Bambino |
| Cazzeggiatore |
Polleggiato |
Nullafacente |
| Particolarmente bueno |
Sborone |
Ostentatore, molto sicuro di sé |
| Zzita |
Morosa |
Fidanzata |
| |
Paglia |
Sigaretta |
| Cingomma/gingomma |
Cicless |
Chewing-gum |
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Intorto |
Inciucio o intrallazzo |
| Bbona |
Gnocca |
Gran pezzo di ragazza |
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Fontaniere |
Idraulico |
| Sordi |
Pilla |
Soldi |
| Alla bbona, facci sbeglia |
Zzia |
Persona un po’ svampita |
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Cartola |
Persona con carisma |
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Busone |
Omosessuale |
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Bazza |
Questione |
| Zambro |
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Persona che per l’abbi-gliamento o il modo di fare si distingue negativamente |
| ‘ccuppinare |
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Ingraziarsi qualcuno che può tornare utile (tipico il caso dei prof) |
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