ATTREZZATURA

CASCO:
Il casco da alpinismo è costituito da:
- una calotta esterna di materiale sintetico resistente agli urti e ai colpi. Di solito il casco è areato grazie ad alcuni fori sulla parte esterna che permettono all'aria di entrare.
- una struttura interna regolabile per meglio adattarsi alla circonferenza cranica e che permette di regolare la distanza testa-involucro.
- un sottogola che permette la chiusura del casco stesso.
La funzione del casco da alpinismo è quella di proteggere il capo dalla caduta di sassi e da urti contro la roccia. Ce ne sono di tutte le fogge in commercio, ma la cosa veramente importante all'atto dell'acquisto è l'omologazione. Se è marchiato CE è omologato (ossia ha passato tutti i test di prova effettuati sulla sua resistenza), se non lo è lasciatelo lì. Il casco deve aderire bene onde evitare di muoversi dandovi fastidio e non coprendovi completamente. Ha una durata media di 5 anni se tenuto in buono stato. Ma in caso di forte urto sostituitelo subito perché alla prossima botta non è detto che regga.

IMBRAGATURA:
Ha la funzione di distribuire lo strappo preso da una caduta su tutto il corpo e in particolare sul bacino (cosciali).
E' composta da una parte superiore, (pettorina) e da una inferiore (cosciali). Può essere intera (pezzo unico, con pettorina e cosciali uniti, vedi foto a lato) oppure combinata (con pettorina e cosciali separati).
L'imbragatura intera oltre a distribuire lo strappo, impedisce il ribaltamento mantenendo il corpo in posizione verticale. E' indispensabile in ferrata, mentre in arrampicata può essere usata solo la parte bassa se non si hanno zaini pesanti.
L'imbragatura è costituita da una serie di fettucce regolabili attraverso le cinghie che hanno proprio questa funzione (oltre che a chiudere l'imbrago stesso). Vi sono poi degli anelli porta-materiale in tutta la circonferenza che permettono di tenere a portata di mano moschettoni, cordini, fettucce e quant'altro. Anche qui, date un occhio all'omologazione CE. Un altro fattore importante è la chiusura delle fettucce. Tutte le fettucce devono fare un doppio giro all'interno della cinghia onde evitare aperture accidentali (e mortali).
Anche le imbragature hanno una durata media di 5 anni se in buono stato. In caso di brutta caduta sostituire.

DISCENSORI:
Permettono di effettuare una discesa frenata lungo la corda. Il principio su cui si basano è quello di creare un attrito mediante angolazioni o sovrapposizioni della corda, trasformando così l'energia di caduta in calore e frenando la caduta stessa.
Tutti i discensori devono essere usati con nodi auto bloccanti (Es: Machard, Prussic) Anche qui ce sono l'imbarazzo della scelta di tipo e modello. Ecco i principali:

Robot (vedi figura a sinistra): può essere utilizzato con corde di varie dimensioni. Le corde scorrono facilmente al suo interno e ciò permette di scendere agevolmente in corda doppia. Si può frenare la velocità inserendo le corde nelle due "orecchie" (o una corda in una orecchia).



Otto (vedi figura a destra): Può essere utilizzato anche per l'assicurazione dinamica al primo di cordata (assicurazione a corpo) solo in falesia, MAI in ambiente. Se viene utilizzato con un nodo autobloccante (Machard o Prussic) la velocità di discesa viene controllata dal nodo e non dal discensore stesso.

L'otto è tarato per un alpinista medio del peso standard di 80 Kg. Se si pesa di meno è più difficile "caricarlo", ossia imprimergli abbastanza forza per far sì che le corde scorrano.
Inoltre. Le corde tendono ad attorcigliarsi con l'uso di questo attrezzo.


GiGi o piastrina: e' il discensore più versatile in quanto ha molteplici usi.
In corda doppia, se si usano corde di diametro 10-11 mm inserire le corde come mostrato nella figura.
Per discese con corde di diametro inferiore, inserire minimo due connettori come in figura.
L'utilizzatore deve valutare quanti moschettoni inserire in funzione del proprio peso corporeo.
ATTENZIONE!! Per discendere in corda doppia i moschettoni devono lavorare contro il lato senza costolatura.
La piastrina può essere usata anche per assicurare i compagni di cordata nel modo illustrato in figura.
ATTENZIONE!! Il moschettone con ghiera deve essere posizionato contro la costolatura. Inoltre questa agisce come un fulcro sul moschettone e permette di recuperare due compagni di cordata perché in caso di caduta solamente la corda sottoposta a strappo si blocca lasciando libera l'altra, vedi in figura.

CORDE CORDINI E FETTUCCE:
UNITA' DI MISURA:
Kp: kilogrammo peso (quasi equivalente al KG.)
KN: Kilogrammo Newton
1 KN = 10 Kp
1 daN (decaNewton) = 1 Kp

La corda è l'elemento fondamentale per l'arrampicata. E' formata da materiale sintetico (nylon) e ha una struttura composta da un nucleo di fili sottili (anima) ricoperta da una guaina esterna di fili intrecciati (camicia) che ha lo scopo di proteggere e rafforzare il nucleo interno.
Le corde devono avere alcune caratteristiche fondamentali quali:
- una forte resistenza allo strappo
- maneggevolezza anche in condizioni ambientali difficili
- deformabilità elastica con conseguente assorbimento di una parte dell'energia di caduta
Le corde si dividono in:
- corde semplici: prevista per essere usata da sola in arrampicata. Tutti i membri della cordata si legano ad essa per salire
- mezze corde: devono essere usate sempre in coppia per essere sicure. Il capo cordata si è legato ad entrambe le corde durante la salita, mentre i due eventuali secondi sono legati ciascuno ad una mezza corda. Questo da la possibilità al primo di recuperare due compagni contemporaneamente. I due procedono "di conserva" (ossia a poca distanza l'uno dall'altro) e questo velocizza la salita.
- corde gemelle: devono essere usate sempre in coppia sia dal primo che dai secondi di cordata
I vantaggi delle mezze corde e delle corde gemelle sono diversi:
- in caso di rottura di una corda c'è sempre l'altra di riserva.
- le corde doppie per la discesa sono più lunghe. Se abbiamo un'unica corda da 50 m, la corda doppia per la discesa sarà lunga 25m. Unendo un capo di una corda gemella o di una mezza corda con la sua compagna, si ottiene un'unica corda di 100 m, quindi una corda doppia di 50 m.
- il peso può essere diviso tra due alpinisti (ognuno porta una corda il cui peso è già di per sè inferiore a quello della corda semplice)
- nel caso delle mezze corde c'è la possibilità di recuperare due secondi di cordata insieme.
Sulla corda è sempre presente una fascetta che riporta:
- il nome del produttore
- il marchio CE
- la scritta 1 per le corde semplici, ½ per le mezze corde, oo per le corde gemelle
Le corde vengono testate per ottenere il marchio CE, devono cioè sopportare la caduta di una massa di 80 Kg posta in verticale per minimo 5 volte.
Il carico nominale di rottura di una corda è lo sforzo massimo che una corda può sopportare prima di rompersi.
L'unità di misura è il Kp o il daN
Carico di rottura corde semplici: > 1.200 Kp (120 KN)
Carico di rottura mezze corde: > 800 Kp (800 daN)
Carico di rottura corde gemelle: ???
In caso di caduta le corde semplici devono avere un'elasticità (allungamento) non superiore all'8% (10% per le mezze corde), tenendo presente che la forza di arresto del corpo in caduta libera non deve superare i 15g (g = unità di misura dell'accelerazione di gravità)
I cordini sono formati anch'essi da un'anima e da una calza esterna. Possono essere in nylon o in Kevlar.
Le fettucce sono invece costituite da una calza tubolare o da una treccia compatta di materiale sintetico
Cordini e fettucce hanno carichi di rottura diversi che dipendono dal diametro degli stessi. Ma per essi bisogna tenere conto anche del fattore di riduzione, ossia di quel fattore (nodo, sfregamento contro moschettone, appiattimento contro bordi smussati ecc.) che riduce il carico di rottura. Considerato tale fattore nel creare un rinvio con cordino e moschettoni, si devono fare un numero N di rami tale che la resistenza complessiva sia uguale o superiore al carico di rottura del moschettone.
Cordini e fettucce vengono infatti usati per creare rinvii, ancoraggi, nodi di auto assicurazione e quant'altro.

MOSCHETTONI (CONNETTORI)
UNITA' DI MISURA:
Kp: kilogrammo peso (quasi equivalente al KG.)
KN: Kilogrammo Newton
1 KN = 10 Kp
1 daN (decaNewton) = 1 Kp

servono, genericamente, per connettere diversi componenti dell'equipaggiamento (fettucce, cordini, ecc.) al fine di formare uno strumento utile all'assicurazione (es: rinvio) o per creare l'ancoraggio stesso.
Il corpo del moschettone è formato da un asse maggiore, uno minore ed una leva. Di solito un moschettone sopporta un carico di rottura pari a 2200 Kp (220 KN) il quale corrisponde a quello massimo di 1.200Kp applicabile ad una corda semplice raddoppiata dal ramo di ritorno.
Non tutti i moschettoni hanno lo stesso carico di rottura: molti lo hanno inferiore (es: moschettoni da rinvio per falesia). Il carico di rottura è indicato sul moschettone sia per il suo asse maggiore che per quello minore.
Esistono molti tipi di moschettoni a secondo dell'uso al quale sono destinati:

Moschettoni a ghiera: la ghiera è una vite applicata alla leva che impedisce a questa di aprirsi, rendendo così più sicura la chiusura. Usato per l'auto assicurazione. La ghiera rende i moschettoni più sicuri in quanto evita l'apertura accidentale dovuta a: urto contro la roccia
sporgenza della roccia che apre la leva verso l'interno
vibrazione causata dallo scorrimento della corda durante una caduta


Moschettoni H.M.S.: studiati appositamente per il nodo mezzo barcaiolo hanno un diametro del tondo superiore a quello dei moschettoni normali per agevolare lo scorrimento della corda e il rovesciamento del nodo stesso.




Moschettoni a base larga: dalla classica forma "a pera" hanno un diametro del tondo superiore al normale per facilitare il passaggio della corda.





Moschettoni con leva incurvata: usati soprattutto nei rinvii in quanto l'incurvatura della leva verso l'interno permette un più facile inserimento della corda con una mano sola.



Moschettoni a ghiera per ferrate (express lock klettersteig): la ghiera ha una chiusura "automatica" senza bisogno di girare la vite e il diametro del tondo è ampio per facilitare l'inserimento nella fune metallica.





RINVII
Nella pratica alpinistica per "rinvio" s'intende comunemente l'elemento di collegamento tra l'ancoraggio (generalmente il chiodo o lo spit) e la corda. Un rinvio è composto da due moschettoni e da due elementi di collegamento, quale un anello di fettuccia cucito o un anello di cordino. A tale proposito ricordiamo che , nel creare tale rinvio con cordino, si devono fare un numero N di rami tale che la resistenza complessiva sia uguale o superiore al carico di rottura del moschettone.




SCARPE:
Per quanta riguarda la voce calzature l'assortimento è vastissimo. Vi consiglio di girare per molti negozi e visionare molti tipi di calzature prima di scegliere. Spiegate al negoziante l'utilizzo che intendete farne (trekking, ghiaccio ecc.) e lui saprà consigliarvi. Di seguito elencheremo solo i principali tipi di calzature e le loro caratteristiche.
Scarpe da arrampicata: le scarpette da arrampicata sono costituite da una tomaia in tessuto e una suola formata da una speciale mescola di gomma che favorisce l'aderenza, ossia la possibilità di salire su rocce prive di asperità sfruttando le forze di attrito. Le scarpette sono molto aderenti al piede in modo da permettere una maggiore sensibilità al terreno e alle asperità della roccia. Vi sono modelli studiati appositamente per l'arrampicata (sportiva) in falesia o in palestra e altri invece specifici per l'arrampicata in "ambiente". Questi ultimi sono solitamente più comode, in quanto devono essere calzate per diverse ore: la tomaia è a volte rinforzata ai lati visto che in parete la scarpa viene utilizzata anche in quella zona e non soltanto di punta.

Scarpone da ghiaccio: tale scarpone è costituito da una parte esterna di materiale plastico. All'interno è inserita una scarpetta foderata per migliorare la calzata e favorire la camminata. E' uno scarpone estremamente rigido e impermeabile adatto alla progressione su ghiaccio e per essere usato con i ramponi. Ottimale per le spedizioni in alta montagna per più giorni. Naturalmente è il peso il punto debole di questi scarponi, a causa della doppia calzatura interna. Ma questa non è l'unica soluzione per chi voglia fare escursionismo avanzato su ghiaccio. Esistono in commercio, scarponi rigidi, adatti per essere calzati con ramponi, dalla tomaia di GoreTex e dalla suola Vibram. Pur essendo impermeabili, non sono così pesanti come quelli in plastica e permettono al piede di "respirare" di più.

Scarpe, Scarponi e pedule da trekking: tomaia in GoreTex e suola in Vibram sono ormai in tutti gli scarponi e scarpe da escursionismo e assicurano impermeabilità e buona "tenuta su strada". Se intendete fare attività escursionistica di livello medio-basso (sentieri, mulattiere, prati) potete affidarvi a scarpe leggere, comode da indossare e da portare per molte ore. Ma se il vostro obiettivo è il terreno impervio (canaloni, ferrate ecc.) allora è meglio acquistare una calzatura sì più pesante, ma più robusta e resistente agli urti, che vi circondi meglio il piede per proteggerlo.


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