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Come arrivare a S. Martino di Castrozza
Da Bologna, prendere la A13 direzione Padova. Arrivati nella città veneta, prendete il raccordo con la A4 e seguitela in direzione Venezia. Qui prendete il raccordo con la A27 fino a Vittorio Veneto dove l'autostrada finisce. Seguite la statale fino a Belluno e poi proseguite sulla statale N.50 verso Feltre, Fonzano, Fiera di Primiero, S.Martino di Castrozza. Siete arrivati.
Punto di partenza
S. Martino di Castrozza - Cabinovia di Col Verde
Dislivelli e tempi
Cabinovia Col Verde (1.965 m.) - Avancorpo (2.215 m.) = 0.50h
Avancorpo - Attacco (2.550 m.) = 0.50h
Attacco - Bivacco Fiamme Gialle (3.005 m.) = 2.30
Bivacco Fiamme Gialle - Passo Bettega (2.660 m.) = 1.15h
Passo Bettega - Rif. Rosetta (2.578 m.) = 0.45h
Attrezzatura
Imbracatura completa, dissipatore, casco, 2 moschettoni con ghiera, scarponi
Descrizione
La via ferrata Bolver-Lugli, realizzata nel 1970 in occasione del centenario della prima ascensione del Cimone, segue il tracciato lungo la parte destra della vasta parete sud-ovest del monte.
Arrivati con la cabinovia a quota 1.965 m. si segue il segnavia 706 che porta all'avancorpo del Cimone. Il sentiero di avvicinamento è ben segnato e tracciato. Si snoda tra i prati prima, e taglia una pietraia nella parte alta: una targa commemorativa indica che siete arrivati all'avancorpo. Da qui proseguite per roccette di II grado sullo zoccolo della montagna. La roccia è solida e il percorso divertente ma selettivo. Se trovate difficoltà in questo tratto evitate di attaccare la ferrata.
La Bolver-Lugli è molto impegnativa e adatta solo a chi ha dimestichezza con la roccia e con l'arrampicata. Il percorso è lungo e molto esposto e richiede allenamento e assoluta assenza di vertigini. Si districa tra camini, fessure, placche in aderenza, brevi traversi e tratti in verticale.
Ma se siete di quelli che hanno un minimo di esperienza arrampicatoria è una via molto divertente che non supera ma il III grado superiore. Il bello di questa ferrata consiste proprio nel fatto che si può scalare su roccia solida che dà molte soddisfazioni. Ma per chi non conosce le tecniche di arrampicata è molto impegnativa. La tattica: "mi attacco al cavo e mi tiro su con le braccia" non funziona. Al quarto chiodo sareste già senza forze. La ferrata è lunga e una volta arrivati in cima bisogna avere ancora un bel po' di energie per il ritorno. Ma la vista che si gode dal bivacco Fiamme Gialle è impareggiabile e ripaga di tutta la fatica fatta.
Da qui si scende verso il Passo del Travignolo, visibile dalla cima, e s'imbocca il nevaio della Valle dei Cantoni. Attenzione: seguite le tracce che si trovano sulla destra del nevaio (nei tratti rocciosi si trovano i segnavia del sentiero 716 sul quale vi trovate). Il nevaio infatti, si interrompe bruscamente con un ripido salto non visibile dall'alto. Si prosegue lungo un ghiaione che, aggirando la Croda della Pala, conduce al Passo Bettega. Da qui si prosegue verso sinistra sempre sul segnavia 716 alla volta del Rif. Rosetta, dove una comoda funivia vi riporterà a Col Verde. Da Col Verde si ritorna a San Martino di Castrozza con la cabinovia dell'andata.
Consiglio: vista la lunghezza del percorso, le condizioni meteorologiche assumono particolare importanza. Assicuratevi di avere previsioni quantomeno buone per tutta la giornata onde evitare temporali sulla via di ritorno o, peggio, sulla ferrata stessa.
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