Introduzione
Quando Jamon mi ha chiesto di scrivere "due righe" sull'alpinismo, ne sono stata molto felice...per 5 minuti. Perché poi ho iniziato a pensare alla marea di cose da dire e ho capito che il lavoro non era indifferente. Nelle prossime pagine vi racconterò un po' della mia passione per eccellenza: l'andare in montagna. E cercherò di spiegare alcuni concetti fondamentali di questo tipo di attività. Premetto che non sono un'esperta in materia. Non sono guida alpina, istruttore CAI, e l'alpinismo non è il mio lavoro. E' solo un hobby che, però, mi riempie buona parte della vita...e meno male!!

Che cos'è l'alpinismo? Bella domanda!! Il dizionario Garzanti lo definisce come "lo sport e la tecnica dell'ascensione in montagna" ma mi sembra un po' riduttivo. Vi darò la mia di definizione. Comincio col dire, innanzitutto, che l'alpinismo non è solo uno sport. E' un'insieme di attività, è uno stile di vita, è una filosofia di pensiero. Mi spiego: sotto il termine "alpinismo" si celano attività come l'escursionismo (o trekking) l'arrampicata, lo sci, lo sci-alpinismo, l'escursionismo e l'arrampicata su ghiaccio...solo per menzionare le principali. Nelle prossime sezioni quindi, parlerò delle attività che personalmente pratico, rimandandovi ad altri siti per quelle che non conosco approfonditamente. (come vedete non sono un'alpinista a 360 gradi!) Capite quindi che parlare solo di sport è limitativo. Dire sport significa dire gara, competizione, tornei, campionati...tutte cose degne di rispetto, ma che non c'entrano molto con lo stare in mezzo alla natura, affrontare una parete o lanciarsi giù da un pendio con gli sci ai piedi per il puro piacere di farlo. Personalmente penso che chi sceglie l'alpinismo non cerchi la competizione con altre persone, ma dei compagni con cui dividere le avventure. Non cerchi trofei o coppe, ma la soddisfazione personale di arrivare in cima. Con questo non intendo dire che in questo ambiente non ci siano rivalità. Ce ne sono eccome, soprattutto a livello professionistico e di certo non sarò io a fare della retorica sull'amicizia e la fratellanza che lega tutti gli alpinisti. Basta leggere qualche libro di storia dell'alpinismo per capire che, a volte, ambizione e orgoglio hanno potuto più della bontà e dell'altruismo. Del resto l'alpinismo è fondamentalmente inutile (non si vince niente e si fa molta fatica) e alquanto egoista (lo si pratica perché da piacere personale ma non serve a nessuno all'infuori di se stessi). La competizione sta nel superare i propri limiti, le proprie paure per raggiungere lo scopo. Ognuno col suo stile, con il suo metodo con le proprie capacità che sono come le impronte digitali: non ne esistono due uguali. Paradossalmente però la montagna unisce. Solitamente non si va in montagna da soli perché è pericoloso. Anche se si tratta di una passeggiata è preferibile essere in due per evitare, in caso di incidente, di trovarsi nei guai fino al collo. I compagni di cordata poi sono sacri. Sono persone di cui ti devi fidare ciecamente e ai quali affidi la tua vita. Possono nascere grandi amicizie e grandi odi in situazioni così estreme. Si va in montagna non per gli onori e la gloria ma per conoscere se stessi (e quindi il resto del mondo), per sentirsi vivi, per sentire che c'è qualcosa di più grande della banale vita quotidiana. Ma non sono qui per sprecare fiumi di megabyte sull'estremo significato dell'alpinismo. Piuttosto ecco cosa troverete se sarete tanto buoni e pazienti da seguirmi in questo lungo viaggio.

NOTA: se trovate inesattezze, errori o quant'altro in queste sezioni, non mancate di farmelo sapere. Per il momento scrivete al webmaster. Quando avrò un' indirizzo e-mail lo comunicherò subito. Chiedete sempre a qualcuno più esperto prima di fare qualsiasi cosa. Leggete guide, consultate cartine e informatevi presso gli uffici delle guide alpine se avete dei dubbi. Tutto il materiale contenuto in queste pagine nasce da esperienze personali e vuole dare idee e spunti per conoscere la montagna nelle sue diverse forme. Sta poi a voi approfondire l'argomento una volta scelto l'itinerario. E ricordate: in motagna la prudenza non è mai troppa!