IL COMMENTO DI FrG
Siete superstiziosi? Se non lo siete, leggendo questa storia vi renderete conto che il numero 13 forse qualche particolarità ce l'ha...
Ma andiamo con ordine: l'avventura di questo mese, intitolata "Il conte Magnus" si svolge in Scandinavia, e per la precisione in Norvegia. Qui Harlan viene mandato da Caleb Lost ad investigare su di un antico alchimista e demonologo diventato vampiro, il Conte Magnus Oland appunto.
La traccia della storia corre però su due binari convergenti: l'altro riguarda la casa dove abitava il Conte. Rimasta inalterata negli anni ed indifferente agli incendi, al suo interno è stato ricavato un albergo. Di giorno è tutto pressoché normale ma di notte c'è una stanza in più, la numero 13, con il suo occupante che di vivo ha ormai veramente poco (curiosità: anche nell'albergo dove ero in ferie mancava una stanza, la numero 17...).
Restaurando un affresco presente nella chiesa dove è sepolto Magnus si rompono i sigilli che lo tenevano imprigionato, e, ora libero, cerca di ritornare alla sua casa per liberare anche l'altro essere. Ma chi è questo essere deforme, raggrinzito, ma dalle fattezze ancora sufficientemente umane da renderlo così terrificante? E' la dama Lucrezia, imprigionata con Magnus per aver cospirato contro la regina Cristina di Svezia.
Come al solito Harlan salva la situazione, ma ovviamente non vi svelo gli arcani.
Veniamo ora ai dettagli "tecnici".
I disegni di questo albo sono opera di Marco Torricelli, già disegnatore di Zagor. Mi sono piaciuti molto la caratterizzazione di Magnus e di Lucretia per la vivezza dei particolari (se vogliamo anche un po' crudi a volte, ma d'altra parte è un fumetto horror, no?) e per gli sfondi veramente molto curati. Non ho apprezzato invece alcune scene e la caratterizzazione di Astrid Dahl per l'assoluta mancanza di ombre. Probabilmente è una scelta voluta dell'autore per creare un forte contrasto con le scene notturne in cui l'oscurità è dominante, ma così si rischia un appiattimento del disegno, con la perdita di quella rotondità che il disegnatore dimostra di saper conferire così bene.
I testi portano la firma di Mauro Boselli, che in questo numero rende dichiaratamente omaggio ad uno dei più grandi scrittori di Ghost Stories: Montague Rhodes James. Ammirato anche da Howard Phillips Lovecraft (e dico poco...), potete trovare alcune notizie su di lui già a pagina 4. Se poi dopo aver letto la storia siete rimasti incuriositi, vi consiglio "Racconti di Fantasmi" che raccoglie tutte le sue opere. In Italia è stato stampato nel 1989 da Edizioni Theoria - Milano. Questa almeno è la copia in mio possesso. Con una avvertenza: sono racconti molto diversi dalle "solite storie", lasciano dentro un divorante senso di inquietudine, a volte anche per alcune notti di seguito. Non sono da prendere alla leggera. Per ritornare ai testi, niente da dire: lo schema narrativo è tale da mantenere sempre la tensione alle stelle.
La copertina di Enea Riboldi questa volta è riuscita un po' meglio, ma soprattutto non forza la dinamica del racconto alle sue esigenze come era accaduto nell'albo precedente. Nel complesso la trovo piuttosto affascinante.
A risentirci a Settembre!
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