IL COMMENTO DI FrG
Eccoci qua, anche questo mese, a parlare delle avventure del nostro mezzo-vampiro prediletto.
Finalmente!! "Perché?", direte voi? . Perché questa è la prima storia di Dampyr ambientata in Transilvania, e per un fumetto dedicato a dei cacciatori di vampiri non è poco. Forse siamo ad una vera e propria svolta nel destino di Harlan: l'inquietante presenza di suo padre si fa sempre più vicina, apparendogli in alcune visioni, ma anche salvandolo dall'ira di Vlatna. Splendida la tavola, opera di Piccininno, dove il Drago (chissà chi è…) si butta sputando fiamme sull'altro Maestro della Notte.
La mia deformazione professionale mi porta ad apprezzare molto le tavole degli interni del castello, realizzate a mio avviso con molta cura, specialmente il Pozzo (non vi dico cos'è, altrimenti vi perdete il più bello :-). Molto bella anche la vista notturna del castello stesso immerso nella nebbia, che vista dalla val Padana sembra molto più prosaica.
Dei disegni non mi sono piaciuti i visi dei personaggi secondari. A mio avviso sono poco delineati, troppo "tondi e lisci".
Per venire alla sceneggiatura, scritta da Boselli, la trovo superiore allo standard abituale. Avrei mantenuto il personaggio di Tomsa, anche se si sa che è molto difficile inserire e far fruttare nuove figure all'interno di serie a fumetti. Questo numero inoltre ci dà la possibilità di riflettere su qual era, ed in certe situazioni limite lo è ancora, la situazione degli orfani nei paesi dell'Est ed in particolare in Romania. Credo che le storie sentite dopo la caduta di Ceausescu siano rimaste scolpite nella mente di tutti, ma è sempre meglio aiutare a ricordare. Se mi permettete di divagare un po', vorrei invitarvi a leggere i versi riportati nella prima pagina di "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Sono parole tremende per la loro forza, ma a tutt'oggi purtroppo attuali.
"Chi non sa ricordare la propria storia è condannato a riviverla" G. Santayana, filosofo statunitense, insegnante ad Harvard dal 1889 al 1923.
Chiudiamo questa parentesi meditativa per arrivare alla copertina di questo numero. Anche qui ci scappa un "Finalmente!!" molto sospirato. La copertina rappresenta una situazione che accade all'interno dell'albo, sia pure vista in un modo diverso; non è perciò un volo pindarico "basato" sulla sceneggiatura, ma ti vende efficacemente e fedelmente il contenuto, la storia che verrà raccontata. Sulla qualità, niente da dire, per me è ineccepibile.
Bene, anche per questa volta la piantiamo qui.
Ci rivediamo al mese prossimo, sperando di non avere altri problemi di hardware (sto pensando di fare un giretto a Lourdes...)
Ciao!!
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