IL COMMENTO DI FrG
Salve a tutti!
Eccoci di nuovo qua, cari amici che mi leggete, per disquisire sulle avventure di Dampyr.
Questa volta si tratta di un a solo. Mancano infatti i personaggi di Tesla e Kurjak, a cui confesso di essere sempre molto affezionato. Tuttavia la storia non ne soffre particolarmente, un po' per la presenza di Hanneke, un po' perché la trama è incentrata su Adriaen de Kremer. Come in buona parte delle storie di Lovecraft, il protagonista non è tanto l'uomo che scopre l'orrore, quanto il "mostro" e il terrore che l'ignoto genera in noi. Gli autori inoltre vogliono renedere omaggio ad uno dei grandi del brivido, Jean Ray. Confesso amaramente di non aver mai letto niente di suo, ma prometto di rimediare in un prossimo futuro.
Cosa mi è piaciuto: l'atmosfera, innanzi tutto, il calore di una amicizia che dura negli anni nonostante tutto, ma specialmente i disegni: così intimi, essenziali ma allo stesso tempo coinvolgenti, mai freddi e distaccati.
Nel complesso una buona sceneggiatura, con qualche stacco ironico e un po' d'azione che sono però ingredienti secondari rispetto alla trama principale e non come nel numero scorso.
Mi piace anche la copertina, molto curata nei particolari della nave.
Un ultimo particolare: quando i "mostri" se ne vanno e i loro corpi si disgregano, non vi vengono in mente le maschere di Pirandello?
Cosa non mi è piaciuto: non molto, ma sento la mancanza di Kurjak. Capisco tuttavia che in una trama del genere sarebbe stato un po' fuori posto, tuttavia...
Bene, detto questo vi saluto e vi rimando al mese prossimo, sempre se vorrete seguirmi.
Ciao!
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