IL COMMENTO DI FrG
Angola...
Questo mese ci troviamo di fronte ad una avventura davvero emozionante. In primo luogo per l'ambientazione, uno dei paesi africani che più ha subito il colonialismo e le relative conseguenze, e poi perché ritroviamo un sacco di vecchi amici...e nemici! Il tutto condito dagli splendidi ed evocativi disegni di Dotti.
Come voi saprete, ci sono posti al mondo in cui fame, sete (questo è l'anno internazionale dell'acqua, cerchiamo di non dimenticarlo! ) e violenza sono il pane quotidiano degli uomini. L'Angola poi concentra in se buona parte di queste caratteristiche. Quando poi le guerre durano per più di una generazione, come ad esempio i 15 anni di guerra di liberazione ed i 27 di guerra civile, tutta la regione ne risente, con gravi problemi addirittura di desertificazione delle terre. D'altra parte è facile da immaginare: se trasformano il tuo terreno in un campo minato non lo coltivi e non lo curi più di certo. Questo poi per tacere dei problemi sociali: i soldati che sono in guerra da tanti anni non sono certo in grado di reinserirsi senza scosse in un tessuto civile, pensate quello che successe in Italia alla fine della prima guerra mondiale; comunque sono già abbastanza fortunati da non avere canaglie che usano i bambini come mercenari perché eseguono gli ordini senza discutere...
Aggiungo solo un'ultima cosa: è un paese che se riuscisse a sfruttare convenientemente le proprie risorse naturali potrebbe assicurare un dignitoso livello di sopravvivenza ai suoi abitanti (petrolio, diamanti,ecc.), ma evidentemente c'è qualcosa che non funziona.
Bene. Passiamo ora a discorsi un po' più leggeri.
La sceneggiatura di Borselli non delude mai, anzi! Ben ritmata, con pause nei punti giusti, insomma: assolutamente godibile!
Il tratto di Dotti dà il suo meglio nelle atmosfere oscure e tra i palazzi semidistrutti, mostrando i suoi personaggi come creature vomitate dall'inferno della notte. Le inquadrature, specie nell'ultima parte, rendono benissimo le emozioni dei protagonisti, creando un vivo senso di partecipazione.
La copertina di Ribaldi rende bene l'atmosfera dell'albo.
In generale un buonissimo numero. Speriamo che continui così.
Alla prossima!
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