IL COMMENTO DI FrG
Bene signori, siamo arrivati al capitolo finale della saga di re Artù.
La sceneggiatura si mantiene sempre sugli ottimi livelli già visti nello scorso numero, con buoni colpi di scena, flash-back e sdoppiamenti della trama che la rendono varia, avvincente e ricca di suspance. I disegni di Laurenti sono molto evocativi e danno alle tavole una atmosfera quasi espressionista. Personalmente preferisco disegni un po' più dettagliati, ma tutti i gusti sono gusti.
La copertina è veramente spettacolare, con il drago rosso in primo piano... Un drago che non sfigurerebbe nella saga di Dragonlance, scritta da Margaret Weis e Tracy Hickman. Un caldo consiglio per tutti gli appassionati di Dungeons&Dragons oltre che di Fantasy: accattatevilla!!!!
Veniamo ora al filo conduttore della nostra storia, il famoso Re Artù. Per capirci qualcosa e andare oltre al cartone animato di Walt Disney, ho provato a documentarmi un po' e sono riuscito a trovare un libro: "Alla ricerca di Re Artù" di Chris Barber e David Pykitt. Il libro racconta la ventennale ricerca che i due autori hanno portato avanti sul loro tema preferito e alla fine... è un vero casino! In primis perché con i nomi gallesi non ci capisco nulla (per me sono tutti uguali :-( ), poi perché le fonti più vicine storicamente ai fatti hanno alterato (come era di norma nei cosiddetti secoli bui) i fatti a loro piacimento o meglio secondo il piacimento del politico di turno per cui lavoravano. Poi ancora perché nel tempo anche il ricordo s'è perso e tutto è diventato leggenda. Stringendo, secondo gli autori re Artù è esistito veramente, era discendente per parte di padre da una famiglia legata alle legioni romane e per parte di madre da una famiglia di nobili gallesi. Uther Pendragon, citato da Goffredo di Monmouth come il padre di Artù, non è altro che un titolo onorifico che spettava a colui che guidava le intere genti britanne in guerra. Il tomo (400 pagine belle dense) poi continua con riferimenti geografici alle battaglie, alle città e ad Avalon. C'è un toponimo gallese straordinariamente simile che significa isola delle mele. E allora, dice il libro, perché il castello di vetro di Merlino non può essere che una antica serra in cui crescevano questi frutti anche d'inverno?
Al di là della pesantezza della traduzione e della pedanteria con cui a volte lo scritto procede, sento comunque di consigliarne la lettura: il metodo di ricerca è (per quello che può esserlo in filologia) rigidamente scientifico e per ogni ipotesi sono portate numerose prove a suffragio. Affascina vedere come il tempo e la memoria distorcono i fatti portandoli in una nebbia indistinta da cui il mito esce con la forza di un drago!
"Alla Ricerca di Re Artù"
Chris Barber - David Pykitt
Edizioni PiEmme 1998
ISBN 88-384-4098-0
Una copia è disponibile al prestito presso la Biblioteca A.Delfini di Modena
P.S.: ormai non sto neppure più a ricordare l'aumento del prezzo di copertina :-((( a 2,30 euro
|