No. 46 - IL CASTELLO DI BARBABLU'

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IL COMMENTO DI FrG

10 Maggio 1941: Rudolph Hess fugge dalla Germania a bordo di un caccia bimotore Bf 110 per riparare in Inghilterra. Viene subito arrestato e imprigionato, ma le cose da chiarire sono ancora tante, a 63 anni di distanza.
La trama di quest’albo si svolge secondo due linee temporali ben distinte: una durante la Seconda Guerra mondiale e una ai giorni nostri.
Nella linea temporale antica ritroviamo il professor Foster e Godwin Brumowski, agenti dello Special Operations Executive. Questo è un servizio segreto “parallelo” organizzato direttamente dal primo ministro Winston Churchill (dal maggio 1940) per avere quella pluralità di fonti di informazioni che gli permette di prendere le decisioni migliori nella propria autonomia. Appartengono al S.O.E. anche Vera Bendix e Nigel Grant: proprio loro smaschereranno un complotto che vuole portare l’Inghilterra ad una pace separata con la Germania in funzione antisovietica. A capo del complotto c’è la famiglia De Vere e proprio questa genealogia ci porta ai giorni nostri dove vediamo in azione Harlan, Kurjak e Tesla contro i famigerati “Lupi Azzurri”.
La sceneggiatura è veramente ben fatta, fornisce al lettore gli elementi cardine della vicenda lasciandogli sempre quell’ansia che lo costringe a girare pagina per vedere come va a finire.
I disegni sono semplicemente sensazionali. Gli esterni hanno una qualità pressoché fotografica, mentre i volti dei personaggi sono ben marcati e dai tratti mobilissimi. La ricostruzione storica: i vestiti, gli equipaggiamenti dei soldati, persino i manifesti pubblicitari della Guinness sono riprodotti con la cura quasi maniacale del modellista.
Un numero da incorniciare.

Cosa c’è di vero e cosa no nel numero di Dampyr che abbiamo sotto mano?
Innanzitutto Rudolph Hess è un personaggio storicamente esistito: è nato nel 1894 ad Alessandria d’Egitto ed è morto il 17 Agosto 1987 nel carcere di Spandau (Berlino). La sua figura è decisamente particolare: aviatore durante la prima guerra mondiale (come Brumowski), nel 1919 diventa membro della Thule Gesellschaft (anche questa è esistita veramente), una organizzazione segreta di orientamento reazionario, antisemita, esoterico ed ultranazionalista. E’ qui che ha le sue prime esperienze con lo yoga e le medicine tradizionali orientali; queste convinzioni lo renderanno oggetto di scherno da parte di altri gerarchi più scettici come Goering e Goebbels. Dal 1920 è membro del partito nazionalsocialista, partecipa al putsch di Monaco del 1923 al seguito del quale viene incarcerato fino al 1925. E’ un fanatico officiante del culto del Fuhrer, è lui a lanciare la moda degli “Heil Hitler” e “Sieg Heil” che aprono e chiudono i comizi; sempre lui ad interpretare i voleri del capo in termini di obbedienza cieca ed assoluta. Si prodiga per la causa nazista lanciando manifestini da un aereo acquistato a prezzo di favore da un giovani ingegnere aeronautico di Monaco di Baviera, Willy Messerschmitt (ricordatevelo, questo nome). Mediocre giornalista ed ratore ma ottimo organizzatore, la sua carriera all’interno del partito nazista è in forte ascesa fino a diventare il secondo successore di Hitler dopo Goering. All’iniziare della guerra la sua posizione si fa sempre meno sicura, soppiantato da Martin Bormann come uomo di fiducia del Fuhrer. Assalito anche da sindromi ipocondriache, pensa di andare in Inghilterra per proporre un pace separata. Il Regno Unito era stremato per lo sforzo sostenuto durante il ripiegamento delle sue truppe a Dunkerque, per la Battaglia d’Inghilterra combattuta nei cieli di Londra e per le continue perdite dovuti ai bombardamenti dei Tedeschi. Gli Stati Uniti non erano ancora entrati in guerra (Pearl Harbor data 7 Dicembre 1941) e l’offensiva di Russia stava per essere lanciata: i primi movimenti della ”Operazione Barbarossa” iniziano il 22 giugno 1941. Ragionevolmente Hitler avrebbe voluto coprire il fianco occidentale della sua Festung Europa. La pianificazione del volo non è coa facile, specialmente in tempo di guerra. Ancora una volta Messerschmitt gli fornisce l’aereo, questa volta un Bf 110 (fig.1) e il pilota personale di Hitler, Hans Baur, le mappe segrete necessarie. Il volo prosegue senza grossi inconvenienti; intercettato da uno Spitfire presso la costa scozzese, riesce a fuggire infilandosi nelle nuvole basse sul mare; intanto Londra sta subendo uno dei peggiori bombardamenti della guerra e questo tiene lontana la RAF dal caccia bimotore solitario. Il “Parsifal motorizzato” non vuole consegnare il suo aereo intatto agli inglesi; si lancia quindi in paracadute, ma la mancanza d’esperienza e i suoi 48 anni s’età quasi fanno risolvere in tragedia il tentativo. Hess è “preso prigioniero” dopo mezz’ora dall’atterraggio in Gran Bretagna presso il castello di James Douglas, quattordicesimo duca di Douglas-Hamilton, da un contadino di un paese vicino. Al fattore si presenta come capitano Alfred Horn. Più che le motivazioni umanitarie, probabilmente alla base del gesto c’era una flebile speranza di rilancio personale in seno all’organizzazione del Reich.
I successivi interrogatori da parte di personale dei servizi segreti britannici non portano a nulla, tant’è che il 12 luglio 1941 la Gran Bretagna è alleata dell’Urss e gli Stati Uniti iniziano a mandare i loro rifornimenti secondo il “Lend-Lease Act”. Hess invece viene ritenuto pazzo ed internato. Condannato al processo di Norimberga, rimane in carcere fino alla sua morte senza potere mai vedere nessuno, quasi come un moderno “prigioniero con la maschera di ferro”. Anche la sua morte è avvolta dal mistero, ma… questa è un’altra storia.

Fig. 1: trittico di Messerschmitt Bf-110 C tratto da www.airwar.ru



Tante cose ancora si possono trovare:
-su Hess: “L’enigma Rudolph Hess” di Sergio De Santis, allegato a Storia e Dossier, ed. Giunti; ISBN 88-09-76282-7
-sugli aerei dell’epoca: www.airwar.ru per i disegni; i manuali della Osprey Publishing per le caratteristiche e gli equipaggi.






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