No. 186 - L'uomo nero

Copertina
IL COMMENTO DI TRINITY

La storia dell'uomo nero non incanta più nessuno, tanto meno chi ha letto 185 albi di Dylan Dog. La storia di Mignacco è vecchia come il mondo, trita e ritrita, vista in tutte le salse e qui presentata in tutta la sua banalità.
Non è un poliziesco perché si capisce chi è il colpevole a pagina 35: non è un racconto dell'orrore perché fa ridere anche i bambini più piccoli: non intenerisce nessuno perché la storiella dei genitori belli, ricchi ma insensibili al bisogno d'affetto dei figli, l'abbiamo vista anche nelle telenovela di quart'ordine. Dunque, che cos'è questo albo di Dylan Dog? Una delle ennesime "sviste" della Bonelli che, evidentemente, non aveva niente di meglio da proporre questo mese che un soggetto blando e privo di originalità e una sceneggiatura che verrebbe scartata anche nei concorsi parrocchiali. Non ci sono altre parole per definire questo episodio al limite della decenza fumettistica, nel quale l'unica cosa che si salva è la copertina e il lettering. Speriamo solo che le forze siano state trattenute per la prossima uscita, dalla quale mi aspetto molto, vista la pochezza di contenuti e di idee della presente.


Trinity


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