No. 199 - Homo homini lupus

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IL COMMENTO DI TRINITY

Seconda parte della storia di Michele Medda cominciata il mese precedente con l'albo "La legge della giungla". Ritroviamo dunque Dylan a fare i conti con il Professor Emerick e la sua teoria della "disempatia" pronta a fare uscire la parte peggiore e più aggressiva (per non dire selvaggia) di ogni individuo. E il nostro Indagatore decide di provare di persona le teorie del Professore, finendo per scoprirsi altrettanto violento e autodistruttivo. Un viaggio nel baratro di se stesso dal quale Dylan uscirà molto provato ma più forte di prima.
Considerando la storia nel suo insieme, non esito a definire questi due albi di Medda tra i migliori di Dylan Dog. Una vicenda noir e inquietante, dalle tinte fosche e oscure, al limite dell'orrore (e forse anche oltre) anche se completamente scevra di fantasmi e mostri mitologici. Proprio per questo il capolavoro di Medda turba tanto. Sappiamo che nessuno di noi può ritenersi al di sopra delle vicende narrate e che se il lettore si trovasse nella situazione di Dylan o degli altri protagonisti si comporterebbe nello stesso modo. Uno specchio nel quale riflettersi questo albo 199, e che riflette quella che è l'essenza del genere umano, i suoi istinti primordiali infinitamente pericolosi se non "imbrigliati" e tenuti a bada dalla ragione. Perché in fin dei conti il professor Emerick non crea nulla: risveglia semplicemente l'animale che è in ogni essere umano.
Una trama avvincente e dai mille risvolti, una storia finalmente adulta come ormai dovrebbero essere tutte le storie di Dylan Dog. Insomma, un gioiellino.
Voto: 8
Trinity


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