IL COMMENTO DI TRINITY
Non capita spesso di leggere un albo di Dylan Dog due volte. E nemmeno di apprezzare l'alta qualità dell'opera mentre lo si fa. Ma questo è proprio il caso, visto che la coppia Barbato/Roi ha tirato fuori una bellissima storia da incubo, vecchio stile e piena di spunti interessanti. Le fonti alle quali la Barbato ha attinto sono varie: si va dal concetto alchemico dell'Uroboro alla mitologia (e filosofia) greca con l'apparizione delle Parche, passando attraverso la Divina Commedia e la figura di Caronte. Molti altri sono i riferimenti mitologici, filosofici e letterari a tal punto che ci si diverte a scoprirli pian piano, restando stupiti di fronte alla capacità di coesione dell'autrice. Unire tutti questi elementi, così disparati, senza cadere nella banalità e nella contraddizione non è cosa facile. Ma la Barbato ha saputo dosare, calibrare e mettere tutti gli ingredienti nel posto giusto al momento giusto, creando così una trama intelligente e appassionante che trasporta il lettore nel suo mondo preferito: quello dell'incubo e della suspence.
A questo si aggiunge la sempre perfetta delineazione dei personaggi: personalità al limite, complesse e contraddittorie che, con il loro cinismo e il loro sarcasmo,
rispecchiano molti di noi. Personaggi credibili dunque e molto lontani da certe macchiette che ogni tanto compaiono in alcuni albi.
Quanto ai disegni, nessun autore poteva essere più azzeccato di Corrado Roi per dare vita a questo piccolo gioiellino. I suoi giochi di luce e ombra, il suo tratto così tenebroso e realistico sono quello che ci voleva per sottolineare l'atmosfera senza spazio né tempo che è presente nell'albo.
Voto: 8 1/2
Trinity
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