IL COMMENTO DI TRINITY
Un Dylan Dog pieno di “contraddizioni” quello di questo mese: “normale” ma in realtà alternativo: la solita storia eppure diversa: apparentemente superficiale ma dalle idee profonde.
Il tema principale è “cosa fare del tempo che ci viene concesso”, come direbbe Gandalf il Grigio. In questi tempi di frenesia e stress, mali incurabili dei nostri giorni, viviamo giornate fatte di molti impegni, alla fine delle quali ci domandiamo se abbiamo vissuto veramente.
La vera ricchezza oggi giorno, sembra proprio essere il tempo, che scarseggia, che non è mai abbastanza. E così siamo diventati incapaci di ascoltare gli altri e noi stessi, troppo presi dalla nostra quotidianità.
Ma per alcuni individui, come Brian Abbott il becchino protagonista della puntata, questo problema non si pone. Ben altri, più grossi, lo assillano. Balbuziente fin da bambino e per questo emarginato, trova la compagnia migliore proprio negli abitanti del piccolo cimitero di cui è il custode: zombie che, per una volta, non sono malvagi bensì dispensatori di saggezza.
Del resto si sa, i morti hanno tutto il tempo del mondo, e possono permettersi di ascoltare Brian senza spazientirsi. E anche Brian fa altrettanto con loro, rendendoli consapevoli di come hanno speso male la loro esistenza, fatta di troppi impegni e doveri.
Insomma, un albo che ci fa riflettere su quanto breve possa essere la vita e di come non bisogna sprecarla nella prosaicità dell’esistenza quotidiana. Una morale semplice, ma sempre valida.
Voto: 6,5
Trinity
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