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Gea Nel giugno del 1999 usciva in edicola un nuovo fumetto per la Bonelli. Si chiamava (e si chiama tutt'ora) GEA. Nuovo lo era per più di un motivo. Innanzitutto era semestrale e non mensile (anche perché il povero Enoch non riuscirebbe a fare altrimenti). Il soggetto, la sceneggiatura, i disegni e la copertina facevano capo ad un solo autore. La grafica era lontana anni luce dalla tradizione bonelliana e la protagonista era una ragazzina. Già: GEA è una quattordicenne che vive sola in un vecchio magazzino abbandonato alla periferia di una grande metropoli con il suo gatto nero, Cagliostro. Va a scuola in motorino, ascolta musica rock, suona il basso insieme ai suoi amici...e allora? Che c'è di strano? Beh, diciamo che non è da tutti praticare il Kendo, avere una spada magica e combattere mostri provenienti da altri universi! GEA è così; una ragazza apparentemente normale (certo un po' più intraprendente e indipendente della media) che nel momento del bisogno diventa un "baluardo" ossia un guardiano tra i mondi. Ogni tanto capita che qualche essere superi i confini del proprio universo e si ritrovi nel nostro, e il suo compito è quello di riportarlo indietro e vegliare che ciò non accada più. A volte ci riesce, a volte no. Il suo passato è oscuro: i suoi genitori sono morti in un incidente stradale e lei è perseguitata dall'incubo di quella tragedia.
Una cosa è certa: non dev'essere facile per un'adolescente sopravvivere tra i più adulti Zagor, Tex, Martin Mystere ecc. ecc. E' un personaggio assolutamente nuovo da questo punto di vista e di certo ha portato qualcosa di diverso nel team Bonelli. La "diversità" principale è costituita dal tratto di Luca Enoch. Definirlo è un po' difficile: l'unico aggettivo che mi viene in mente è "graffitaro". Richiama molto, infatti, lo stile dei "writer" metropolitani che "sbombolettano" nelle stazioni ferroviarie e sui muri di cemento delle nostre città. Vedere questo stile artistico riprodotto in un fumetto lo trovo semplicemente fantasticofantastico (del resto Enoch si era già fatto le ossa con SprayLiz). Per non parlare poi dell'attenzione che Enoch ha nei particolari, i quali vengono indubbiamente evidenziati di più dalla maggiore grandezza delle vignette rispetti agli altri albi mensili. Come vedete il mio giudizio è di parte, in quanto adoro il suo stile sicuramente originale nel panorama fumettistico italiano. Le noti dolenti arrivano alla sceneggiatura. La vostra Trinity non ha più 15 anni e fa un po' fatica ad entusiasmarsi per le avventure di questa biondina combina guai. Magari si sorride di certe espressioni e battute, ma non è mai avvincente del tutto e lo si legge con una buona dose di distacco se si sono passati gli anni dell'adolescenza. Ma niente paura: viste le prerogative di un buon soggetto e di disegni così unici, GEA è più che godibile.

TRINITY


Gli albi di Gea con l'indicazione del soggettista, sceneggiatore, disegnatore ed altre informazioni

L'albo in edicola di questo mese (attenzione: nei commenti vengono fatti spesso riferimenti alla storia, è consigliabile quindi leggerla prima per non rovinarsi la sorpresa.)

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