IL COMMENTO DI TRINITY
Eccoci qua con la nostra rockettara alle prese con nuovi mostri e avventure incredibili.
Questa volta si tratta di satiri, esseri mitologici a metà tra uomini e capre che
abitano i boschi lontani dalle città. Un gruppo di questi "uomini dei boschi" sembra
essere responsabile del rapimento di alcune ragazze e quindi spetta a Gea risolvere il
caso. Ma saranno davvero così cattivi? Oppure sono loro le vittime, braccati dagli
esseri umani e dalle loro metropoli, dalla loro espansione incontrollata che li
minaccia?
In questo albo vengono introdotti altri amici della nostra eroina: Vic e Paula; Leonardo,
il nuovo batterista; Sigfrido, che accompagna sempre Leonardo e gioca a hockey: lo zio,
fantomatico personaggio che non compare mai ma che sembra conoscere bene Gea e la sua attività
di baluardo; Diddly, un agente dei Servizi di Sicurezza a metà tra Fox Muldern e l'Ispettore
Clusoe.
Enoch accenna qui al tema della discriminazione a lui tanto caro e che sarà presente anche
negli albi successivi: Sigfrido è gay e trova da litigare con un tipo alquanto intollerante
nei confronti degli omosessuali: Leonardo è su una sedia a rotelle e certo questo lo relega
tra i "disabili", bisognosi di aiuto che di solito vengono compatiti e abbandonati dalla
società.
Si noti che più di ogni altro, Gea è un fumetto dove i temi sociali vengono affrontati
apertamente. Certo, anche Dylan Dog si è trovato alle prese con razzismo ed emarginazione,
ma è stato solo per qualche albo (esempio: Johnny Freak). Qui invece gli argomenti sono parte
integrante di ogni storia e del personaggio stesso. Anche questo contribuisce a rendere Gea una
figura nuova e unica tra le pubblicazioni bonelliane.
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