IL COMMENTO DI TRINITY
Si sa: il confine tra il nostro universo e quelli paralleli è labile. Può succedere allora che qualche "spirito silvano" capiti qui per irretire noi comuni mortali e farci fuori. Questa volta si tratta di naiadi e ninfe che, movendosi nella rete idrica della città, prima seducono ignari uomini, poi li uccidono.
A questo si aggiunge una grande e potente industria pronta ad abbattere le querce secolari del parco cittadino pur di costruire una nuova autostrada, ed ecco che l'ira funesta degli spiriti si risveglia.
Ma questa trama scarna è solo un pretesto per mettere in scena un tema sociale molto più scottante: quello della protesta non violenta e dell'uso della forza per sopprimerla. Come non vedere una Genova in pieno stile G8 in questo albo di denuncia nei confronti dello strapotere del denaro e delle armi?
Daniele Silvestri canta: "il mio nemico non ha divisa, ama le armi ma non le usa, nella fondina ha la carta Visa e quando uccide non chiede scusa" e credo basti questo per capire a chi e a cosa si riferisca Enoch, che ha il coraggio di schierarsi apertamente e senza mezze misure (schieramento che, personalmente, condivido).
Questo tema si intreccia con la vita privata della protagonista sempre più segnata dalla presenza di Leonardo, legato a Gea da motivi sentimentali e ora anche "professionali", visto che per salvarsi la pelle sarà costretto ad accettare di diventare "attendente" del nostro Baluardo. Il rapporto tra i due è all'insegna dell'umorismo e della spensieratezza, cosa apprezzabile onde evitare il solito cliché dell'amore romantico. Ma forse Enoch ha ecceduto dal lato opposto, ossia ha reso i protagonisti così goliardici da essere inverosimili. Leonardo vive un'esperienza virtuale nella quale riacquista l'uso delle gambe e della sua virilità. Fa l'amore con Gea, ma non è reale perché il tutto si svolge in un universo parallelo, fenomeno dei pensieri che Gea ha liberato e resi visibili. Quando ritorna nella "vita reale" cade in depressione, la quale però si risolve in qualche vignetta scherzosa e nelle battute sagaci tra i due, e nel giro di qualche vignetta è tutto passato.
Ancora una volta Enoch è ricaduto nel suo difetto peggiore: la superficialità. Si potrà obiettare che un atteggiamento diverso avrebbe "appesantito" ulteriormente il fumetto, già gravato del peso del tema no-global. Ma un po' più di serietà non sarebbe guastata e avrebbe dimostrato che persone con tali handicap fisici non hanno una vita come gli altri e che i problemi di convivenza sono tanti e non si possono liquidare con una risata, perché i momenti brutti ci sono per tutti. E allora, invece di credere in un mondo fittizio dove tutto si sistema con una battuta, non sarebbe stato meglio affrontare il problema in maniera più dura, più scomoda, ma più reale?
Quello che spesso ho trovato in Gea è la confusione tra il cercare di accettare le differenze (handicap fisici, omosessualità ecc.) e il negarle completamente trattandole come fatti normali. Non bisogna insegnare ai ragazzi che il bianco e il nero sono uguali, ma che sono diversi e tuttavia possono coesistere. Il bello dell'esistenza non è che siamo tutti uguali, ma che riusciamo a convivere nonostante le differenze. E negare queste differenze non porta automaticamente all'integrazione.
Voto: 6
Trinity
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