IL COMMENTO DI TRINITY
Un miscuglio di esseri alieni, temi sociali e quant'altro in questo numero di Gea.
Tutto parte da alcuni "insetti" un po' particolari che, per sopravvivere sul nostro pianeta, occupano i corpi dei morti: dei veri e propri parassiti che cercano riparo in esseri umani deceduti e li fanno rivivere. Di solito cercano emarginati, senzatetto e persone che vivono ai margini per non dare troppo nell'occhio, ma questa volta è diverso. Uno di questi "Lazzaro" infatti, non è uno sconosciuto, bensì un ex pugile che ha aperto una palestra nel ghetto della città, con l'intento di portare i ragazzi lontano dalla strada. Al boss della malavita questo non va giù ovviamente e cerca di ucciderlo (cosa che per altro ha già fatto una volta).
In tutto questo si intrecciano altre storie: l'amico terminale di AIDS di Sigfrido, la prima volta di Gea e Leonardo, la solita più o meno velata contestazione No Global con tanto di zona rossa ecc. Insomma è il solito calderone nel quale Enoch mischia fantasia e cronaca (l'albo si apre con un datore di lavoro che dà fuoco a un suo operaio, fatto realmente accaduto), realtà e finzione con esiti non sempre felici.
Come nota finale, vorrei sottolineare il finale-omaggio ai grandi Goscigny e Uderzo, con il banchetto dei satiri che ricalca le orme di quelli di Asterix. Ben fatto.
Voto 6 ½
Trinità
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