IL COMMENTO DI JAMON
no. 22 "Il volo dell'albatross"
no. 23 "La donna dai due volti"
no. 24 "Il momento di uccidere"
Storia in tre parti per Jonathan, o meglio in due e mezzo. Azione, qualcosa in più sul passato del nostro eroe
e un ritmo incalzante, questi gli ingredienti di questa storia. Memola si conferma ottimo soggettista e altrettanto
bravo sceneggiatore. Al suo fianco il bravo Pueroni, che nonostante il suo tratto molto semplice, senza una ricerca estrema del particolare
riesce ad interpretare al meglio la storia, senza stancare il lettore.
Ma veniamo alla storia: Jonathan è alle prese con le Crimson Seven, l'organizzazione criminale "al femminile" comandate da Xenia Kristatos. Ed
è proprio lei il legame di Steele col passato. Un lungo flashback ci rivela la vita di Jonathan nel periodo successivo a quello narrato nell'albo
19 (A un paso dall'inferno) .Ottima idea a mio avviso, quella cioè di rivelare la storia del protagonista seguendo un ordine temporale.
Scopriamo anche come ha incontrato l'amico Max, e il perchè del suo nome "Cameron". Molto ben congeniata.
Il ritmo è incalzante, in un crescendo continuo. Il primo albo è naturalmente introduttivo, ed ha un ottimo intreccio fra tre sottostorie (Jonathan, Myriam e Jasmine) che si riuniscono
alla fine dell'albo lasciano un'ottima suspance. Nel secondo la storia prosegue, con il passato di Steele, e il ritorno di due personaggi già incontrati: Max e Doris ("la meccanica"),
che danno quel senso di continuità agli albi che a me tanto piace. Nel terzo albo l'apoteosi finale: scopriamo il lato più cattivo di Jonathan, che però non usa mai violenza senza un buon motivo.
Con il susseguirsi di alcuni buoni colpi di scena la storia si conclude in un modo tipico da film americano (lo scontro fra i due protagonisti) ma che non poteva essere altrimenti!
I dialoghi sono ben bilanciati: le necessarie spiegazioni al posto giusto e soltanto l'espressione dei personaggi quando serve più pathos (e in questo Pueroni è bravissimo).
L'unica pecca sono le copertine: questa volta Olivares non è stato all'altezza. La prima poteva attirare il lettore occasionale, le altre due erano solo esclusivamente legate alla storia in questione, troppo semplici e semplificate.
Nel complesso però si merita un bell'8.5
no. 24 "La città delle memorie perdute"
Questa storia occupa la seconda metà di questo albo, i disegni sono molto belli, i particolari ben curati e i personaggi sufficientemente espressivi. Gli scenari sono la parte migliore.
In quanto alla storia è tutta giocata sul colpo di scena: il lettore non capisce il perchè di ciò che sta accadendo, se non alla fine, quando viene data la spiegazione di tutto.
Racconto quindi banalotto, non fosse per la "storia" fra Jonathan e Myriam, e un nuovo accenno alle origini dei poteri di quest'ultima, anche se non viene data alcuna spiegazione aggiuntiva.
Io avrei evitato di inserire questa storia breve, ma ne avrei preferita una divisa in due parti. Voto 6.
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