No. 47 - MORTE NELLA STANZA N.3

IL COMMENTO DI LINDALE

Credo che Julia abbia dei grossi problemi psicologici: ogni tanto si icorda di essere umana e donna, quindi sceglie una persona a caso e si illude di poter cominciare con lui una relazione. Se ne va sempre felice come una adolescente e noi lettori ci restiamo con tanto di naso perchè pensiamo al povero tenente Alan Webb che ogni tanto prova di dirle che lei sarebbe la donna giusta per lui, ma lei dorme, o pensa ad altro. E pensiamo ai nostri 2.50 euro...
Però, cosa volete farci, a volte basta la sequenza di pertura dell'albo per far dimenticare le solite scene tra i personaggi e riappacificarsi con Berardi e i suoi collaboratori. Come nel caso di questo albo: un alberghetto in una città al mattino, una stanza, un uomo dorme nella stanza. Sul suo comodino una bottiglia di liquore è rovesciata e da essa cadono delle goccie sul pavimento. L'uomo so sveglia, si guarda intorno, vede i suoi vestiti e quelli di una donna, si accorge che ha qualche cosa nella mano destra e vede un coltello insanguinato e il corpo di una giovane donna insanguinato giacere al suo fianco. Urla.
Naturalmente Julia deve scoprire chi è il vero colpevole, dato che l'uomo sostiene di non essere stato lui. nel mentre la nostra criminologa investe un uomo in un parcheggio, lo manda all'ospedale e va atrovarlo, infatuandosi di lui.

Ho una sola domanda: ma perchè servono ben tre disegnatori per realizzare un solo albo di Julia??

Voto: 6, per la sceneggiatura sempre impeccabile


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