Innanzitutto un grazie ad Angelica per la sua disponibilità ed interesse a questa nostra "iniziativa"!

Lindale: Siamo arrivati all'albo 91 della serie normale di Legs Weaver e, per la prima volta dalla sua nascita, troviamo in edicola un corposo albo "maxi"! Tre storie belle e soprattutto legate da un filo narrativo dapprima leggero (i problemi di linea di May Frayn e un "rapimento impossibile" tra alieni buffissimi bisognosi di cellulite umana), poi via via sempre più serio seguendo i grossi problemi psicologici di May e la permanenza in un centro specializzato in malattie alimentari.

Ho apprezzato molto questo cambiamento del tono narrativo (anche se tra la prima e la seconda storia è un po' brusco) ed il modo, in particolare, con cui è stata sviluppata la tematica inizialmente surreale di una May "all'ingrasso", sottolineando tutti i problemi di natura psicologica che nascono dal mutamento repentino e forzato del corpo (praticamente una violenza fisica e la reazione di May è molto realistica). Ci puoi raccontare da dove è nata l'idea di questo "maxi" e delle storie narrate?


Angelica: L'idea, in realtà, ha preso corpo facendo confluire alcuni spunti. Il soggetto tra il farsesco e il grottesco di Riccardo Secchi - che poi è diventato "Un rapimento impossibile" - era il primo; il desiderio di approfondire la psicologia dei personaggi principali e di mischiare i toni da parte di tutti noi, con l'amalgama costituita dall'animo "tragico" di Antonio Serra, il secondo (e da qui Riccardo è partito per scrivere "Destini incrociati"); infine, la "povera" Simona Denna, la quale è da tempo immemore "costretta" a disegnare le mie storie, ha cercato d'intromettersi nel castello che andavamo costruendo col suggerimento di far litigare Legs e May in modo che quest'ultima se ne andasse di casa. Io mi sono letta le prime due due sceneggiature di Riccardo, ho cercato di tirarne le fila, ricamando anche intorno a questo spunto cui Simona teneva molto. Melissa Zanella e Mario Alberti si sono divertiti molto a disegnare rispettivamente la prima e la seconda storia e si vede: sono due disegnatori straordinari. Simona si aspettava una storia introspettiva e l'ho fatta diventare matta con tutte le diavolerie della "Missione tra i ghiacci", ma mi sembra che il risultato finale sia valso ogni fatica: bravissima!

L: L'approfondimento psicologico mi è piaciuto molto e come al solito il tuo lavoro mi è sembrato molto efficace ed incisivo. Come ti sei preparata a scrivere di problemi importanti come l'anoressia e la bulimia, il conflitto (o disagio) generazionale, il rapporto difficile con chi vive questi problemi (intendo, oltre al rapporto tra May e Jennifer e tra May e Sandra, soprattutto quello tra Legs e la May "malata")? Ad esempio se hai letto libri, incontrato persone, visto film etc...

A: Partiamo dal presupposto che noi scriviamo di molti argomenti e che, quindi, è nostro dovere documentarci: cosa che facciamo con il maggiore impegno possibile. Tuttavia, va anche tenuto presente che sarebbe terribilmente presuntuoso ritenersi capaci di trattare con disinvoltura tutti i temi che tocchiamo. Parlo per me, naturalmente, e non a nome di ogni "collega" soggettista e sceneggiatore (anche se credo che alcuni di loro che conosco assai bene potrebbero condividere), ma credo che la scelta più onesta e sana sia quella di leggere, ascoltare, osservare, discutere, ma poi di non salire in cattedra bensì di mettersi nei panni della persona curiosa che ha appreso qualcosa di nuovo e lo interpreta secondo la propria sensibilità. Questo per dire che le fonti di riferimento sono sempre numerose e diverse fra loro e che spesso vengono "sbocconcellate" con attenzione e cura, ma che il tempo e le competenze a nostra disposizione non ci consentono di soffermarci più di tanto. Nello specifico di questo maxi Legs, devo dire che, per una volta (è strano, dato che la mia formazione universitaria è stata dominata dal cinema) il cinema non centra: mi sono dedicata ad alcune letture e mi sono ispirata a un paio di vicende cui ho assistito in passato.

L: Nel "rapporto di coppia" tra May e Legs, la prima è la donne, la seconda l'uomo, ma dal mio punto di vista non per un fatto meramente fisico o sessuale: May è sempre stata molto materna (come la Kelly di "Occhi di Gatto", no?!) e questo la connota maggiormente in senso femminile rispetto a Legs. Nella seconda storia ("Destini incrociati") e più diffusamente nella tua ("Missione tra i ghiacci") si crea un rapporto molto tenero tra la bella agente Alfa in via di guarigione e la timida Sandra, una ragazzina anoressica bisognosa di affetto e di una figura materna, appunto. Potrebbe essere interessante per gli sceneggiatori legsiani una presenza più importante del personaggio di Sandra nelle storie delle due agenti? Le premesse negli ultimi dialoghi tra le due ci sono...

A: L'affermazione iniziale mi sembra davvero troppo drastica: è vero che Legs ha una personalità forte, però è anche vero che questo carattere funge da involucro a una sensibilità dai tratti che non esiterei a definire femminili. A conferma di questo, basta andare a rivedersi il passato della nostra eroina, per esempio nello special "La regina bianca". E' poi vero che May è molto chioccia, forse proprio perchè a lei è mancata una figura materna e una famiglia felice come rifugio. Infine, se c'è qualcuno che ispira protettività quella è proprio Sandra: per May lo stimolo è irresistibile. In quanto a sviluppi futuri, è troppo presto per dirlo: abbiamo lasciato degli spiragli e ora si tratta di vedere dove ci porteranno i "lavori in corso" sulla continuity di Legs.

L: Come pensi che verranno trattati in futuro gli elementi psicologici emersi in questa trilogia? La fragilità (sensibilità?) di May potrebbe continuare ad essere un problema, mentre Legs mi è sembrata molto dura con la sua amica: forse per il suo bene, ma potrebbe esserci un cambiamento nei suoi sentimenti, almeno l'ultima battuta potrebbe insinuare un evento simile... Inoltre è stato introdotto un nuovo personaggio (la poliziotta Patty) che sembra piacere a Legs mentre Janet mantiene sempre un profilo professionale nei confronti della nostra.

A: E' difficile dare una risposta precisa. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri di Legs sono in corso tutta una serie di valutazioni in base alle quali - nei prossimi mesi - potremo, forse, sapere qualcosa in più. Per il momento, quindi, posso soltanto dire che si cerca di fare tesoro di tutti gli elementi introdotti, ma per ovvie esigenze di spazi e di tempi non può sopravvivere tutto. La casa editrice, le singole redazioni sono, dunque costrette a operare delle scelte nel fare le quali potrebbero anche essere tenuti in considerazione suggerimenti provenienti dai lettori (a mezzo lettera, per esempio) ove questi fossero espressi con chiarezza e godessero del supporto di qualche spiegazione, pur in un'ambito di relativa concisione.

L: Ed infine la domanda... scomoda! Come si inserisce questa trilogia nella "continuity" legsiana? Non tanto nel rapporto con la testata "madre" del musone Nathan Never, ma negli obiettivi che vi siete preposti come autori nel realizzare questo albo "maxi".

A: La domanda più che scomoda è prematura! Siamo soltanto al numero uno del maxi: vediamo come vanno le cose...

L: Ed ora... parlaci un po' di te! Soprattutto dei tuoi impegni extra-Bonelli: in quali progetti sei impegnata ora? Alcuni hanno un sapore proprio opposto al mondo frenetico e tecnologico di Legs Weaver...

A: Lo farei molto volentieri, ma - per ragioni di correttezza e di scaramanzia - devo stare sul vago. In ambito bonelliano sto lavorando a una "cosuccia" per il mitico Castelli. A livello fumettistico generale sto cercando di mettere in cantiere un paio di progetti con un gruppetto di disegnatori: uno è a carattere prettamente storico, mentre l'altro incrocia componenti quali la detective-story e la fantascienza (sembra Nathan o Legs...), ma anche qui è presente una determinante componente storica e fantastorica. Sarò molto lieta di comunicarvi se e quando entreremo nella fase produttiva. Completamente al di fuori del mondo del fumetto altre attività sono in corso: per esempio, mi sto dando da fare per fare uscire il mio secondo libro (il primo era Michael Crichton. Medici, dinosauri & Co. edito da PuntoZero di Bologna) con a tema alcuni aspetti della serialità televisiva americana. Ma, anche qui, "siamo tra color che son sospesi" e mi tocca ribadire che sarò molto lieta se vorrete riparlarne in seguito (insomma, quando ci sarà qualcosa da toccare con mano di cui parlare).
Per il momento, vi ringrazio dello spazio e dell'attenzione e vi saluto, sperando che ci siano presto novità per cui risentirci.