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Mario Alberti
Disegnatore di Legs Weaver.
Questa intervista è stata realizzata dai membri della mailing list dedicata a Legs Weaver (e ospitata da YahooGroups), in particolar modo da Fede e Gino
Cominciamo naturalmente con un grazie a Mario per la sua disponibilità, e i complimenti per i suoi albi. E adesso di corsa con le domande...
Qual'è l'aspetto del carattere di Legs che ti piace di più (o di meno) e che cerchi di evidenziare nei tuoi disegni?
MA: Legs è un personaggio contradditorio, per questo difficile da gestire
per chi scrive e chi disegna, in perenne ricerca di un equlibrio tra il
serio e il comico. La storia, o perfino la situazione, determinano la
caratterizzazione grafica (entro limiti comunque "bonelliani"). Questa è la
caratteristica di Legs che mi piace di più.
Qual'è l'albo da te disegnato di cui ti senti più (o meno)
soddisfatto?
MA: L'albo che mi sono divertito di più a disegnare è stato la "Donna che
sapeva troppo": secondo me rappresenta alla prefezione Legs com'era nelle
intenzioni di Serra quando abbiamo iniziato la serie. "Legs alle olimpiadi",
per quanto ci siano delle tavole di "stanca" da parte mia, rappresenta
invece un punto di svolta grafico del mio lavoro su Legs di cui sono molto
contento.
Per quali altri personaggi Bonelli ti piacerebbe disegnare?
MA: Mi piacerebbe fare almeno un Dampyr e un Jonathan, leggo sempre Boselli
e Memola e ammiro il loro lavoro. Sarebbe anche una bella esperienza tra
amici di vecchia data.
Che differenze ci sono nelle sceneggiature di Serra, Piani, Secchi e
Ostini? Ti senti di esprimere una preferenza sul lavoro con uno rispetto
agli altri (non ovviamente un giudizio sulla loro abilità, ma quello con cui
hai avuto più feeling) ?
MA: Ogni sceneggiatore ha le sue preferenze, letture di riferimento e stile
e, considerato che cerco di adattare la "mia" Legs alle esigenze della
storia, con ognuno di loro ho avuto l'opportunità di cercare nuove soluzioni
grafiche e di sperimentare un po' sulla "pelle" della loro sceneggiatura.
Fare un'analisi delle diferenze di stile però sarebbe troppo lungo e
complesso per le mie possibilità. Quanto a feeling, direi che lavorare con
Serra è stata un'esperienza speciale in ogni occazione: la capacità di
Antonio di trasferire entusiasmo in ogni pagina di sceneggiatura è unica. Le
sue sono state le storie più faticose (Serra è anche un po' disegnatore e ha
già una versione disegnata della sua storia in testa, cosa che può essere di
grande aiuto ma anche frustrante) e le più appaganti.
Qual'è il comprimario di Legs che trovi più (o meno)
simpatico/antipatico?
MA: Disegnare le gags di Harvey, in "Legs alle olimpiadi" è stato uno
spasso, voto lui per il più simpatico!
Alla nascita di Legs tu e Enoch eravate i veterani del gruppo: come è
avvenuta questa selezione e come era il clima alla partenza? E' nata qui la
collaborazione tra Luca e te?
MA: Per sapere com'è nata la selezione dovreste chiedere ad Antonio. Credo
comunque si sia trattato di esigenze di stile, di gusti e di intesa: sono
stati scelti i più compatibili, come è giusto. Il clima alla partenza era
una meraviglia: mai vissuta una situazione di tale entusiasmo e così ricca
di idee e progetti. Avevo oltertutto la possibilità di esserci "in diretta",
stando a Milano...lo ricordo come un periodo bellissimo.
Io e Luca ci siamo conosciuti prima di approdare alla Bonelli, ai tempi
dell'Intrepido e, anche se non abbiamo mai avuto la possibilità di
collaborare prima, Morgana aspettava in un cassetto già da allora.
Il passaggio ad autore completo: in una tua precedente intervista
(UBC), parlando della tua esperienza come autore completo nello speciale di
Legs (LW.sp4), dici: "Mai piu'!"... eppure adesso per il mercato francese
sei di nuovo autore di testi e disegni: cos'e' andato storto con Legs?
Iniziare a scrivere è stata una tua esigenza o sei stato spinto dalla
redazione a provare?
MA: Scrivere è da sempre un mia esigenza, le circostanze mi hanno portato ad
essere "solo" disegnatore e l'esperienza oggi mi manca, paragonata a quella
grafica, ma questa etichetta di "disegnatore e basta" mi sta decisamente
stretta. All'epoca de "L'immortale", Antonio mi diede la possibilità di
provarci ma, alla fine, e nonostante tutto l'impegno di Serra e Piani per
aiutarmi, ho trovato l'esperienza dello scrivere di personaggi altrui
frustrante. Evidentemente non sono capace di "calarmi" abbastanza bene nel
personaggio Legs e gestirne nel modo giusto le contraddizioni (di cui alla
prima domanda).
Con il passare del tempo il tuo stile si è evoluto in una direzione
sempre più caricaturale (la svolta è stata forse nell'albo Legs alle
olimpiadi), facendo da apripista per altri: come viene vista questa tua
scelta dalla redazione? C'è incoraggiamento oppure ci sono dei limiti da
rispettare?
MA: I limiti ci sono eccome (e anche qualche intervento "correttivo", alle
volte) ma Legs, sopratutto "alle olimpiadi", si presta bene. Legs ormai la
vedo così: molto disinvolta, leggera ... ma con qualche ombra impenetrabile.
Il presente: hai detto di avere un sacco di impegni (in bocca al lupo
per tutti), c'è quindi ancora posto per Legs? E se si, come vedi il tuo
lavoro con lei: routine oppure un'occasione per poter raccontare comunque
qualcosa di importante?
MA: La mia collaborazione con la Bonelli, per il momento, si ferma. Non ce
la farei ad assumermi altri impegni per Legs o Nathan: alternerò Morgana a
un altro lavoro per gli Humano (questa volta quelli americani) su
sceneggiatura di Kurt Busiek. Mi è veramente dispiaciuto darne notizia in
redazione ma l'opportunità è una di quelle che sarebbe folle rifiutare.
Dopo diversi anni il lavoro su Legs è diventato, in effetti, un po' di
routine ma questo non impedirebbe di raccontare qualcosa di importante.
Dipende dalla sceneggiatura che si ha in mano, il disegno è al servizio
della storia e non il contrario.
Il futuro: ipotizzando un si alla risposta precedente, cosa sai della
futura riorganizzazione della testata di cui si parla ultimamente? Sei stato
coinvolto in qualche modo?
MA: Niente e no. Evidentemente.
Cosa pensi in generale del progetto Legs: un'occasione persa oppure
rimane comunque un qualcosa di significativo?
MA: Le potenzialità di Legs sono tutt'altro che esaurite. Ci vorrebbero
forse un po' più di coraggio e di costanza. Al di là della Legs "fumetto",
Legs in quanto "spazio creativo" credo abbia il grande merito di aver dato
la possibilità di lavorare a molti talenti che nelle altre testate
bonelliane non avrebbero trovato altrimenti posto e la possibilità di
crescere .
Ci presenti/introduci la tua storia, in uscita il mese prossimo?
MA: Della storia non vi dico niente, naturalmente. Dirò invece che purtroppo
il mio contributo ha molto sofferto dell'incolmabile ritardo che ho
accumulato l'anno scorso. Ad un certo punto mi sono reso conto che non ce
l'avrei fatta in tempo e ho dovuto chiedere aiuto alla redazione. Parte
della storia è quindi stata inchiostrata dal bravissimo Gianmauro Cozzi e
Stefano Martino ha prestato la sua matita perchè si potesse rispettare la
scadenza. Questa potrebbe essere la mia ultima Legs e mi dispiace proprio
non essere riuscito ad esserle più fedele. In fondo le voglio molto bene.
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