
Il volume, appartenente alla collana "delos atomi", sarà reperibile a partire dalla fine di aprile, primi di maggio, ordinandolo su www.delosstore.it, con recapito a domicilio.
Incontri con l'autore e l'editore sono previsti:
a Fiuggi, nell'ambito della Deepcon-Italcon, venerdì 12 marzo 2004, ore 11;
a Torino, nell'ambito di Torino Comics, fra venerdi 23 e domenica 25 aprile 2004.
ABSTRACT
Fra le etichette attribuite al nostro momento antropologico quella di "società dell'immagine" evoca il ruolo che quest'ultima sembra svolgere nell'informazione di massa come nel conformarsi del nuovo immaginario nonché nell'intreccio delle relative reciprocità, alle quali le crescenti sofisticazioni tecnologiche dell'immagine elettronica conferiscono un incontrovertibile predominio su ogni altra forma di rappresentazione e/o comunicazione. Fra gli aspetti più peculiari della televisione la serialità, ossia la reiterazione all'interno di un palinsesto di modalità, rappresentative ed espressive, affini o analogiche, genera prodotti caratterizzati da strutture narrative ricorrenti e personaggi fissi. Il tipo di serialità televisiva di cui ci occupiamo qui è la fiction, termine mutuato dal gergo anglosassone, che sta a indicare un "macrogenere" basato sull'invenzione narrativa dalla grande varietà di forme e contenuti, capace di abbracciare "sottogeneri" più circoscritti. La fantascienza vi riveste un interesse tematico assai alto, perché gode di un'ampia libertà di movimento e vastità di vedute: essa, infatti, cerca di raccontare il futuro dell'uomo - il suo sviluppo sostenibile o insostenibile, a seconda dei punti di vista - a partire da un'osservazione critica del presente: la science fiction cerca di proporre "visioni del mondo", ben sapendo che ognuna di esse sarà sostituita da un'altra, a propria volta superata da un'altra ancora e così via. La scelta di prendere in esame Star Trek è stata quasi obbligata: ci pare, infatti, il prodotto per eccellenza nel proprio genere, in virtù di una storia sinora inimitabile. Per longevità (la saga venne proposta per la prima volta al pubblico nel 1966), per impatto sociale (basti ricordare il termine gergale anglosassone con il quale s'identifica l'appassionato, il trekker, che da qualche tempo è addirittura inserito nell'Oxford Dictionary), per successo e notorietà planetari (tanto da divenire oggetto di parodie), ma anche e soprattutto per l'ampiezza e, spesso, per l'importanza dei temi affrontati in rapporto alla cultura americana contemporanea. Scomparso dopo lunga malattia il proprio creatore, Star Trek ha subito alcuni cambiamenti che non ne snaturano le linee portanti, ma vi mutano le attenzioni, orientandole verso orizzonti più aggiornati e, soprattutto, maggiormente problematici: obbiettivo di questo lavoro è, pertanto, lo studio di quelle serie in rapporto al contesto socio-culturale nel quale hanno visto la luce.
I toni catastrofici di Deep Space Nine propongono una visione apocalittica del futuro poco consona alla tradizione utopica roddenberiana di uno sviluppo sostenibile. Anche in Voyager s'insinuano ansie e timori, ma ciò avviene in maniera estremamente episodica. Al contrario, in Deep Space Nine, la continuità con cui vengono affrontati temi critici, quali la guerra e i rapporti conflittuali fra culture diversissime, conferisce invece una pregnanza e una profondità straordinarie all'intera serie. Con Deep Space Nine soprattutto, ma anche con Voyager, Star Trek comincia ad affacciarsi all'irrazionale, abbandonando - sebbene soltanto a tratti - il rassicurante guscio illuministico-positivistico che Roddenberry aveva creato: una simile tendenza testimonia un disorientamento sempre più marcato nei confronti di timori ancestrali che la civiltà del benessere occidentale s'illudeva di aver esorcizzato per sempre, grazie al progresso scientifico, tecnologico, sociale e culturale, e che, invece, continuano a tormentarla. L'orientamento principale verso cui Deep Space Nine e Voyager sospingono affinché l'umanità possa confrontarsi sui temi che più la cimentano, appare avere come cardine la massima circolazione delle idee, strumentale anche a consolidare la volontà di dire, di ascoltare, di conoscere e di capire, onde fare divenire la comunicazione veicolo di progetto e di avanzamento.
©Tintori(2004)
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