N.99 - I Mostri

Copertina
IL COMMENTO DI LINDALE

Eccoci qui di nuovo!
Questo mese è molto importante: siamo infatti giunti alla vigilia della festa!! La festa per i 100 albi della nostra Legs Weaver (speriamo non si creda vecchia!)! Un traguardo importantissimo per una testata data più volte per spacciata. Speriamo che le celebrazioni siano preparate al meglio (anche se dalla quarta di copertina di quest'albo potrebbero sorgere dei dubbi...).

Come accade a volte nello sport, la volata diventa faticosa ed un piccolo cedimento è possibile. E questo albo 99 presenta, in effetti, alcune carenze. Nello specifico, Stefano Piani, soggettista e sceneggiatore, non ha lavorato al massimo delle sue potenzialità. (non me ne voglia...)
Il soggetto è un po' inflazionato, ma sempre interessante: l'abuso di tecniche di realtà virtuale da parte di poteri forti e l'influenza negativa di queste tecniche sulla psiche dell'essere umano. Qualcuno si insinua nella mente delle persone, provoca loro delle allucinazioni mostruose e le spinge a compiere atroci delitti. Quasi un incipit degno degli incubi di Dylan Dog! Legs resta dapprima distaccata e poco coinvolta, poi si lancia nelle indagini, con l'aiuto del geniale Sigmund e sollecitata dalla vecchia Becky, un piacevole ritorno dalle "strade di Dogpatch" (albo 70) alle fogne della città...

Dicevo che il problema sta nella sceneggiatura: il Piani tuttofare avrebbe avuto bisogno di due albi, non uno, ed allora si che avremmo letto una gran bella storia! Purtroppo lo spazio è tiranno, e le conclusioni, complicate e sbrigative, avrebbero messo in difficoltà anche Jessica B. Fletcher! Figuriamoci il lettore assonnato e distratto! Peccato, perchè la narrazione così risulta sbilanciata e sfuocata, mentre l'argomento sebbene non nuovo a Legs è trattato con un piglio originale (dylandogiano, appunto, non legsiano) che mi piace. Sarà per la prossima volta!

I disegni: stavo per dare un giudizio affrettato a Stefano Martino, ma ho deciso di aspettare... ed ho fatto bene. Il suo tratto un po' spesso, nero, alla fine è molto gradevole, ben intonato con la storia. Stefano Martino ha lavorato già molto per Legs: lo ritroviamo anche negli albi 62, 78, 90 e 95.

Voto: 6 1/2


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