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OMBRE
Raccolta di tre storie: L'ALTRA PARTE - DOPPIO SOGNO - LE VOCI DI DENTRO.
Testi: Vanna Vinci
Disegni: Vanna Vinci
Edizione: Kappa Edizioni - 1997
20.000 Lire (10.33 euro)
bianco e nero
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Tre ragazze, tre ragazzi, tre storie. Tre realtà impossibili e assurde, che Vanna Vinci interpreta con semplice irrazionalità, senza mai perdere il filo ma lasciando una scia di punti interrogativi, che contribuiscono alla riuscita dell'albo.
"L'altra parte", il primo dei tre racconti affronta un tema dell'horror classico, i vampiri. E come tutti i vampiri che si rispettino anche Adrian Voda abita in Romania. Ma è un vampiro a cui piace viaggiare, che teme la sua situazione di succhiasangue e si tiene alla larga dalle persone, come a voler evitare di doversene cibare, fino a star male. Ma all'improvviso Agnese entra nella sua vita. Si cercano, si trovano quasi per caso, si amano, fino alla scoperta della realtà. Ma è Agnese ad essere entrata in Adrian? O forse è stato l'opposto?
Il secondo episodio "Doppio Sogno" ci inserisce in un mondo kafkiana, dove l'io viene lentamente ma inesorabilmente annientato, dove la realtà e il sogno sono separati da un confine che diventa sempre più sottile fino a scomparire. e sarà Ines a provare queste terribili sensazioni, avrà accanto Kubin, che l'accompagnerà nella sua spersonalizzazione, implacabile ed inesorabile. E il parallelo con Kafka si accentua nella burocrazia contro cui si scontrerà Ines, proprio come ne "Il castello", in cui gli uffici pubblici sono inaccessibili.
L'ultimo racconto, "Le voci di dentro", esce invece dai luoghi comuni: Jan è un ladro, deve rubare una collezione d'arte dalla casa di un vecchio antiquario, anche Klara è interessata al vecchio, ma lei vuole un solo oggetto, un oggetto che i suoi antenati hanno inutilmente cercato per secoli, ed ora tocca a lei recuperarlo. Fra i due nascerà una relazione, vera? Di comodo? Solo alla fine si scoprirà, con un ottimo colpo di scena. Un crescendo di surreale, insomma, ma anche di amore e di sentimenti. Un'analisi dell'animo umano e della sua follia.
I dialoghi sono rapidi così come lo svolgersi degli eventi. 169 pagine per tre storie, non sono né troppe né poche, scorrono fluide e si limitano all'essenziale, raggiungendo subito il nocciolo, ma senza tralasciare nulla.
Il tratto della Vinci è schematico, duro, spigoloso, a volte irritante. L'avevo conosciuta sulle pagine di Legs (è suo l'albetto di May, allegato allo speciale di Legs Weaver dl 97) e non mi era per nulla piaciuta, il suo stile non si adattava per nulla ai personaggi bonelliani. In queste tre storie scritte da lei stessa i disegni si associano alla perfezione alle atmosfere. Estremamente espressivi nella loro semplicità, un ottimo uso dei retini, ambientazioni efficaci. Particolari alcuni sfondi surrealistici, estensione dei sentimenti dei personaggi. Molto belle le scene di sesso, sebbene troppo esplicite per un fumetto aperto a tutti racchiudono una sensualità che va oltre il semplice rapporto sessuale.
Anche nella sceneggiatura la Vinci si esprime ad alti livelli, un'alternanza di schemi classici e tavole estremamente dinamiche (talvolta forse difficile da seguire la successione delle vignette): zoomate, panoramiche, particolari, il tutto miscelato con un'alternanza sempre ben calibrata.
Insomma, complimenti a Vanna!
Voto: 8.5
(letto da Jamon)
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