Il destino di un cavaliere

Recensito da: Lory
1300. Francia. Il grande sogno dello scudiero William è diventare cavalliere. Quando il suo padrone muore in un torneo capisce che deve cogliere l'occasione al volo... e prende il suo posto. Ad aiutarlo vi sarà un'araldo d'eccezione: Geoffrey Chaucer.
Un film d'azione che in realtà è più un comico, ma che scorre fluido per più di due ore: senza alti e bassi, e con dialoghi all'altezza. Soprattutto gli interventi di Chaucer danno un tono culturale al film.
Una miscela ben calibrata fra medioevo e moderno (la colonna sonora con musiche dei Queen è ben inserita), così come gli attori, ben inseriti nei loro personaggi.
Ben riuscita la figura di Edoardo: erede al trono viene "evitato" dagli avversari nel torneo, che si ritirano per non rischiare di fargli troppo male!

Recensito da: Graziano Montanini
Inizia il film, leggiamo un introduzione in cui si dice che il torneo era lo sport piu' amato in epoca medievale, ed ecco spuntare un giovanotto coi dreadlocks che si cimenta in torneo mentre il pubblico canta "We will rock you". Ed eccolo poco dopo incontrare una ragazza che si fa chiamare "foxy lady".
Helgeland comprende a fondo le teorie su cui si basa il cinema storico hollywoodiano, e rende esplicito un gioco che nella maggior parte dei casi fino ad oggi e' rimasto nascosto. La rappresentazione della storia vista non in maniera accurata ma trasfigurata da occhi moderni per renderla piu' commerciabile e' infatti una costante in America (come ultimo esempio non si puo' non citare "Il gladiatore"), ma mentre risulta irritante quando viene utilizzata in maniera subdola e nascosta, diverte quando il gioco diventa esplicito.
Tanto esplicito che "Il destino di un cavaliere" in fondo assomiglia molto di piu' a un film sportivo che a un film medievale: con qualche cambio di ambientazione, sarebbe credibile anche come storia di un ragazzo di colore nato nei bassifondi che diventa un campione di baseball.
Peccato che il film dopo un po' si perda, risultando inutilmente lungo e rinunciando in parte alla vena dissacrante delle primissime inquadrature a favore di uno svolgimento piu' classico.
"Il destino di un cavaliere" poteva essere di piu', poteva essere un alfiere della rivoluzione postmoderna nel cinema, cosi' com'e' rimane un buon film di intrattenimento, non indispensabile ma sicuramente divertente ed appassionante. Accontentiamoci.
Voto: 6,75

Regia: Brian Helgeland.
Gli interpreti: MaHeath Ledger, Mark Addy, Rufus Sewell, Shannyn Sossamon.
Origine: USA.
Durata: 132'
Anno: 2001