Alla Rivoluzione Sulla Due Cavalli
Recensito da: Luca Baroncini
Non si puo' che solidarizzare con Laura Morante (giurata al Festival
di Locarno) per l'agguerrita opposizione al film di Maurizio Sciarra,
vincitore a sorpresa del prestigioso Pardo d'Oro. "Alla rivoluzione
sulla due cavalli", infatti, presenta uno spunto interessante, ma lo
sviluppa in modo assolutamente inerte. Da un lato e' curioso
verificare gli effetti di un'importante svolta politica dall'esterno
(la "Rivoluzione dei Garofani" del 1974 con cui il Portogallo
abbandona la dittatura), attraverso il viaggio iniziatico di tre
giovani di nazionalita' diverse che per partecipare all'evento
decidono di partire per Lisbona. Dall'altro, pero', risulta
sconcertante la totale mancanza di spessore nel racconto. Sembra di
scorrere tra le mani delle cartoline che, al di la' delle immagini,
non riescono a comunicare nulla. I tre protagonisti sono infatti
manichini vuoti, la cui problematicita' viene sbrigativamente
riassunta in poche battute, rendendo il loro viaggio un pretesto
narrativo di scarso respiro. Non sono tanto gli attori, quindi,
fisicamente in parte per il ruolo, quanto l'inesistenza dei
personaggi, che parlano di niente in un raccontino pulito che scivola
via senza sbavature, non riuscendo pero' mai a diventare ritratto
generazionale, e nemmeno punto di vista alternativo su un avvenimento
storico. Resta il fascino di un viaggio disorganizzato, la simpatia di
un'auto divenuta "mito", l'ennesima riesumazione di usi e costumi
degli anni settanta, qualche riscoperta musicale e l'indiscutibile
bellezza dei paesaggi.
Ma tutto accade senza scalfire e la presunta leggerezza sprofonda
nella superficialita'.
Regia: Maurizio Sciarra.
Gli interpreti: Adriano Giannini, Andoni Gracia, Gwenaelle Simon, Oscar Ladoire.
Distribuzione: Lantia.
Origine: Italia.
Durata: 94'
Anno: 2001.
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