FANTASMI DI MARTE

Recensito da: Luca Baroncini

Cos'e' successo a John Carpenter, regista discontinuo dall'innegabile talento e fantasia capace di dare voce e corpo alle nostre paure con film del calibro di "Halloween", "Fog", "La cosa", "1997 - Fuga da New York", fino al piu' recente "Il seme della follia"? In "Fantasmi da Marte" manca un elemento essenziale per consentire ad un B-movie di mantenere freschezza e vivacita': l'ironia. Comicita' involontaria e gusto trash, infatti, hanno bisogno di leggerezza per diventare ironici, mentre tutti i personaggi si prendono terribilmente sul serio. La trama ha piu' di un'affinita' con "Pitch Black" (esempio di B-movie riuscito), ma il problema fondamentale e' che non si crede mai a cio' che si vede e diventa impossibile stabilire qualsiasi complicita' con i personaggi che si affannano sullo schermo: tutto e' gia' visto e l'atmosfera non supera i confini di un set costruito senza troppa fantasia in una miniera abbandonata del New Mexico. Marte e' solo un pretesto per inscenare la trita resistenza di un piccolo gruppo di varia umanita' circondato da minacciosi fantasmi tornati in vita per riappropriarsi del pianeta. Superata l'aspettativa di un minimo di tensione, e' comunque possibile farsi quattro risate: basta vedere una poco credibile Pam Grier con frangione, occhialoni e impermeabile nero taglia XL o la faccia da Yoghi del super cattivone di turno (ma puo' un cattivo chiamarsi Desolation?), oppure i pigiami post-atomici e post-"Thriller" degli zombie-marziani. Per non parlare dell'ingenuita' dei dialoghi infarciti di maschilismo di maniera. La seconda parte, poi, inanella una serie infinita di combattimenti privi di qualsiasi atmosfera che ricorda piu' un concerto di Marilyn Manson (di cui il capo-zombie e' fotocopia) che un horror fantascientifico. Bandita ogni logica narrativa e qualsiasi possibilita' di restare coinvolti, resta una domanda: che intenzioni aveva John Carpenter? Fare un film di grezzo intrattenimento riassumendo in malo modo i "topoi" del suo cinema o prenderci tutti in giro? Opterei per la seconda ipotesi, anche se sicuramente qualche critico illuminato riuscira' a vederci l'apoteosi del western, il potere terapeutico della droga, l'avvento di una societa' matriarcale, lo spassosissimo gusto per le citazioni, le difficolta' di integrazione tra culture diverse, eccetera, eccetera.

Regia: John Carpenter.
Gli interpreti: Ice Cube, Natasha Henstridge, Jason Statham, Richard Cetrone, Joanna Cassidy.
Distribuzione: Columbia Tristar.
Origine: Usa.
Durata: 1 h e 40'
Anno: 2001