FINAL FANTASY

Recensito da: Trinity

Evolution E' arrivato anche nelle nostre sale il film rivoluzione dell'anno: Final Fantasy. Una pellicola che sicuramente farà discutere: è bella, è brutta, è reale, è irreale? Indubbiamente una nuova frontiera è stata valicata: quella dell'animazione digitale che potrebbe diventare un nuovo filone accanto al cinema in "carne ed ossa" e quello di animazione tradizionale. Un piccolo assaggio lo avevamo già avuto con Shrek e Toy Story ma si restava sempre nell'ambito dei cartoon. Final Fantasy fa un passo avanti: l'intento era quello di creare un vero e proprio film con personaggi il più possibile reali, con esseri umani e non giocattoli o orchi. La trama doveva essere quella di una pellicola di fantascienza e il target erano gli adulti non i bambini.
Obiettivi ambiziosi quelli Hironobu Sakaguchi in parte raggiunti. Vediamo di analizzarli più da vicino. Da un punto di vista tecnico il film è un piccolo gioiellino. Gli scenari, gli interni, i mezzi di trasporto, gli alieni sono eccezionali. Sembrano reali e il confine tra realtà e finzione non esiste più. Del resto con l'esperienza giapponese in tema di cartoni "computerizzati" animati e di robotica il risultato non poteva essere che ottimo. I personaggi lasciano un po' a desiderare invece, soprattutto in tema di espressività e fluidità di movimenti. Paradossalmente i quattro protagonisti (la Dott.ssa Aki Ross, il capitano Greg Edwards, il Generale Hein e il Dott. Sid) sono quelli fatti peggio, mentre i mebri del consiglio e della squadra di "marines" sono più curati.
Per quanto riguarda la trama è un po' complicata per chi non conosce il videogioco. Tutto si basa sul concetto che ogni essere vivente ha uno spirito: animali, piante, la Terra stessa. Compito della dott.ssa Aki Ross è quello di riunire 8 spiriti per far scaturire Gaia, ossia quella forza energetica che permetterà di sconfiggere gli alieni che minacciano il nostro pianeta.
Semplice, direte voi. Sì, sarebbe semplice se questo venisse spiegato in un dialogo qualsiasi tra due personaggi. Invece vengono forniti brandelli di informazioni sparsi qua e là e alla fine è difficile raccapezzarcisi per quanti non masticano filosofia orientale (i concetti di Gaia e di spirito vengono da lì).
Come film in sé per sé non brilla per originalità. Molti sono i riferimenti a Blade Runner, 1997: Fuga da New York, Mad Max e Alien (la scena nella quale il capitano Greg Edwards spara sul vetro dell'astronave e poi si catapulta fuori per salvare i suoi amici, è presa pari pari da "Alien: Scontro finale" dove il maggiore Hick spara sul vetro del laboratorio di analisi per salvare Ripley e Newt - la bambina - intrappolate dentro insieme ad un alieno). Insomma: è bello oppure una cavolata? Tutto dipende dall'atteggiamento con il quale lo si va a vedere.
Questo è un film di fantascienza e di azione. Si spara molto e si parla poco (il livello dei dialoghi è più o meno il seguente: "andiamo a rompergli il c… a quei figli di p…" intervallati da: "io ti amo Aki, ti ho sempre amata"). Un bel giocattolone da due ore circa, fatto con una tecnica innovativa e magistrale.
A me è piaciuto, lo confesso. La cosa che più mi ha colpito è stata l'atmosfera cupa, apocalittica, da fine della fine del mondo. L'aria è pregna di morte, come se non ci fosse più speranza ma solo attesa per il destino ineluttabile.
Da vedere



Regia: Hironobu Sakaguchi  Motonori Sakakibara 

Anno:2001
Produzione:USA/Giappone
Durata: 106min.