Il patto dei lupi

Recensito da: Graziano Montanini

1765: una bestia sconosciuta terrorizza il Gévaudan, remota regione della Francia centro meridionale. Il cavaliere di Fronsac (Samuel le Bihan) viene inviato dal re, insieme al suo fratello di sangue il pellerossa Mani (Mark Dacascos), per investigare e catturare questo animale. Al suo arrivo l'aspettano una schiera di strani personaggi: Jean-François e Marianne de Morangias (Vincent Cassel e Emilie Dequenne), fratelli dal rapporto morboso, Sylvia (Monica Bellucci), enigmatica prostituta, il prete Henri Sardis, e molti altri...
Un film ambientato nella Francia del '700 con un protagonista pellerossa dedito alle arti marziali, condito da costumi eccentrici e da una fotografia estremamente curata. Da queste premesse, visto anche che Cristophe Gans ha in precedenza realizzato il bel "Crying Freeman", tratto da un manga uscito anche in Italia, era lecito aspettarsi una pellicola postmoderna, che mischiasse il cinema d'azione hongkongese ad un atmosfera "fuori dal tempo". Un misto tra azione, steam-punk ed arti marziali.
Gia' col primo tempo del film le aspettative vengono deluse. Ma non in maniera negativa. Le scene d'azione sono poche, ma si punta sul mistero e sulla caratterizzazione dei personaggi, in un mix che deve molto di piu' all'horror gotico d'atmosfera che al cinema di Hong kong. Si ha la sensazione che Gans sia tornato alle atmosfere che gia' aveva esplorato nel suo episodio del film ad episodi "Necronomicon". E sebbene alcuni attori non siano eccezionali (Monica Bellucci dimostra di essere ottima attrice solo quando non parla, e Mark Dacascos è quasi ridicolo nelle vesti del pellerossa), l'insieme comunque funziona.
Il secondo tempo, purtroppo, pur mantenendo gli stessi intenti, scade clamorosamente ed inspiegabilmente da ogni punto di vista. Viene mostrata la bestia in un tripudio di orribile computer-grafica che sembra farla uscire direttamente da un videogioco (se non ci sono i soldi per della computer-grafica decente, perche' non usare i buoni, vecchi, effetti speciali artigianali?), la sceneggiatura si dimostra piena di incongruenze (il nascondiglio della bestia che viene scoperto e tracciato su una cartina, dimenticato per un'ora di film, e poi ritirato fuori all'improvviso e' la chicca migliore), i personaggi diventano macchiette di loro stessi. E il tutto scade quindi inevitabilmente nell'abisso dei film di serie B, senza pero' avere la consapevolezza o l'ironia necessari a rendere gradevole questo tipo di film.
Speriamo che questo di Gans sia solo un passo falso, e non sia invece il preludio ad un suo precoce declino.
Voto: 5

Regia: Christophe Gans.
Gli interpreti: Samuel Le Bihan, Vincent Cassel, Monica Bellucci, Mark Dacascos.
Origine: Francia.
Durata: 142 min
Anno: 2001.