LE VIE DELLA VIOLENZA
Recensito da: Luca Baroncini
Prendete un illustre sceneggiatore (Christopher McQuarrie, vincitore
dell'Oscar per lo script de "I soliti sospetti") alla sua opera prima.
Aggiungete due attori: uno glamour (Ryan Philippe) nel disperato
tentativo di scrollarsi di dosso l'aura di "bambolo" tenacemente
conquistata; l'altro fresco di Oscar (Benicio Del Toro) con la faccia
giusta ma la stessa espressione stampata per tutto il film. Non
dimenticate l'icona "born killer" degli anni novanta (Juliette Lewis)
in cerca di un rilancio internazionale dopo un periodo poco felice.
Condite il tutto con una sceneggiatura volutamente ambigua e poco
chiara nello snodo narrativo dei personaggi, attenta a spiazzare lo
spettatore ma ben lontana dall'appassionarlo. Infarcite l'azione di
dialoghi paradossali di smaccata matrice tarantiniana e abbondate con
le citazioni, che in piu' di un'occasione sembrano essere l'unico vero
motore della storia.
A questo punto cosa manca, beh, un'aura di perdente santita' che
vorrebbe trasmettersi dai personaggi allo spettatore, qualche caduta
nel trash, una lunga serie di agguati e sparatorie, un po' di cinica
violenza, l'ennesimo confronto tra una micro-criminalita' di strada
tutto intuito e squallidi motel e una macro-criminalita' molto tecnica
e iper-organizzata che discute con calma apparente in ville
mozzafiato.
Il risultato e' "Le vie della violenza". Trovera' estimatori perche'
e' ben girato e, nonostante tutto, sceneggiato con cura, ma la sua
forzata originalita' si riduce a maniera e, soprattutto, non arriva a
coinvolgere, lasciando una sensazione di tedio e di compiaciuto gioco
per "cinephiles".
Regia: Christopher McQuarrie .
Gli interpreti: Ryan Phillippe, Benicio Del Toro, James Caan, Juliette Lewis, Taye Diggs, Nicky Katt, Scott Wilson, Dylan Kussman, Kristin Lehman, Geoffrey Lewis, Armando Guerrero, Andres Orozco, José Pérez, Neil Pollock, Henry Griffin.
Origine: Usa.
Durata: 1 h e 59'
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