Y tu mamá también - Anche tua madre
Recensito da: Luca Baroncini
E' bello poter viaggiare con il cinema e "Anche tua madre" offre la
possibilita' di attraversare il Messico: dal caos di una metropoli
come Citta' del Messico alle piccole strade vicino alla costa, che
permettono incontri divertenti e poetici con un'umanita' legata alle
tradizioni e lontana dal progresso. Ed e' proprio l'anarchia di un "on
the road" disorganizzato, l'aspetto piu' riuscito del film di Alfonso
Cuaron, presentato con successo al Festival di Venezia. Peccato che il
viaggio dei due ragazzini protagonisti, unitisi quasi per caso ad una
donna piu' matura, si limiti ad una serie di siparietti di scarso
interesse sul subbuglio ormonale della tardo adolescenza. Il sesso e'
mostrato in modo diretto e senza alcuna morbosita', ma i cinque giorni
per le strade del Messico, alla ricerca del mare e di un po' di vita
in piu', non riservano grosse sorprese. Ne' allo spettatore, che dopo
un po' di battibecchi su chi ce l'ha piu' lungo non ne puo' piu', e
nemmeno ai protagonisti, nonostante una vana ricerca di malinconia
nella chiusa un po' moralistica.
L'invadente voce off, poi, aggiunge molti dettagli, anche curiosi, in
grado di anticipare il destino di incontri casuali, ma la mancanza di
un supporto visivo adeguato li rende una disgressione non necessaria.
Diverso l'effetto della stessa trovata, ad esempio, nel film "Lola
Corre", dove flash velocissimi assolvevano la medesima funzione
anticipatrice senza dover ricorrere all'uso della parola.
Resta quindi un'interessante opportunita' per immergersi nel folclore
locale, ma all'interno della cartolina con "sole, mare e ormoni"
risultano a fuoco solo i contorni, mentre il centro resta sbiadito.
Regia: Alfonso Cuarón.
Gli interpreti: Maribel Verdú, Gael García Bernal, Diego Luna, Diana Bracho, Emilio Echevarría, Ana López Mercado, María Aura, Andrés Almeida.
Origine: Messico/USA.
Durata: 105 min
Anno: 2001.
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