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I 13 spettriRecensito da: Luca Baroncini
La casa e l'orrore. Connubio indissolubile con radici lontane, che il
cinema ha fotografato attraverso l'involuzione delle pareti domestiche
da nido d'affetti a crogiuolo di sofferenze. Il trio di produttori
Gilbert Adler, Joel Silver e Robert Zemeckis, dopo "Il mistero della
casa sulla collina" (riuscito solo in parte), torna a saccheggiare gli
anni sessanta di William Castle e ripropone l'ennesima casa
dall'apparenza perfetta che racchiude le anime inquiete di spettri
vendicativi. Il risultato e' deprimente: non coinvolge, non emoziona
e, soprattutto, non impaurisce. Banale anche il messaggio, che
ripropone acriticamente il mito salvifico della famiglia. La regia
sembra preoccuparsi unicamente di amalgamare gli effetti speciali e
non riesce a creare la minima tensione. La casa sarebbe molto
suggestiva nella sua originale architettura, ma lo spettatore non ha
mai alcuna coscienza dello spazio in cui si muovono i personaggi. Ogni
stanza, pur se dettagliata, e' priva di riconoscibilita' e diventa,
percio', sovrapponibile. La sceneggiatura non tenta mai di spiazzare
lo spettatore che capisce fin dall'inizio che una bella e tonante
esplosione risolvera' tutti problemi. I dialoghi sono di una
ingenuita' sconcertante e privi di quell'ironia che avrebbe potuto
almeno divertire. I personaggi, infatti, pure cartoline dotate di
psicologia meccanica, si ritrovano ad esclamare frasi come "Per le
barriere nascoste!" o "Ci troveremo nella merda ectoplasmica fino al
collo!" fino a pillole di intuito come "Il tredicesimo fantasma e' una
valvola di sicurezza!" o, ancora, "si sta per aprire l'ocularis
infernum!"Probabilmente il progetto voleva rinverdire i fasti dell'horror gotico aggiornando le situazioni e le immagini ai tempi, ma la tecnologia non sopperisce alla carenza di idee. Anche visivamente, "I Tredici Spettri" e' debitore di mille altri film con trovate, come l'intermittenza dei fotogrammi quando compaiono i fantasmi, ormai abusate e, soprattutto, fastidiose per la loro gratuita'. Tra l'altro i personaggi indossano appositi occhiali per vederli e non si capisce davvero la necessita' di un effetto stroboscopico ogni volta che i fantasmi compaiono! Resta da scoprire quale motivazione abbia spinto F. Murray Abraham (doppiato come lo zio Fester della famiglia Addams!) a calarsi in un progetto cosi' fallimentare! L'unica cosa che si salva e' il piano sequenza che accompagna i titoli di testa e che riassume, con efficace sintesi, il prologo. Dopo, l'"ocularis vacuum"! Regia: Steve Beck. Gli interpreti: F. Murray Abraham, Tony Shalhoub, Shannon Elizabeth, Embeth Davidtz, Matthew Lillard. Durata: 91 min Origine: USA Anno: 2001. |