Il Signore Degli Anelli - La Compagnia dell'Anello

Recensito da: Trinity
E' finalmente uscito anche in Italia quello che è già stato definito "il colossal dell'anno", Il Signore degli Anelli, film attesissimo dagli amanti del genere e che ha scatenato una curiosità insolita. A chiunque pensi che Tolkien sia passato di moda, ha l'opportunità di ricredersi di fronte alle resse di spettatori davanti alle sale. Ma è giustificato tanto clamore?
Direi di sì. Il film si fa notare soprattutto per gli effetti speciali, inutile dirlo, fatti con maestria e intelligenza e ben amalgamati con il resto della pellicola. Insomma, finalmente quando vediamo le orecchie a punte degli elfi non pensiamo: sembrano quelle che ho indossato il carnevale scorso! Non c'è niente di artigianale nella ricostruzione dei sotterranei di Moria, né nei sotterranei della Torre di Saruman, ma piuttosto precisione e attenzione ai minimi dettagli.
Per quanto riguarda la trama, è avvincente con colpi di scena da cardiopalma sparsi qua e là e mai del tutto aspettati. La tensione sale in un climax di terrore e paura e le battaglie si fanno più cruente e i mostri più malefici a mano a mano che si procede nella storia. Un'atmosfera che non si respira nel libro di Tolkien, dove tutto è molto più descrittivo e meno inquietante. Solo nell'ultimo volume l'aria si fa tetra e cupa. Qui hanno anticipato i tempi e tralasciato alcuni filoni narrativi che si trovano nei volumi della saga, cosa che ha fatto inorridire i puristi. Personalmente credo sia un film ben fatto invece, dove gli elementi fondamentali della narrativa Tolkieniana restano. Nonostante le tre ore, la pellicola è scorrevole e non presenta tempi morti.
Sconsigliato ai bambini, a coloro che non hanno mai letto Tolkien (e fantasy in generale) e a coloro che non sopportano gli intrecci troppo complicati nelle trame. Non dimentichiamo che i personaggi e i fatti messi in scena sono molti e la sceneggiatura è inevitabilmente complessa.
Ma se siete tra quelli che aspettavate di vedere le terre di Gondor, le miniere di Moria e Bosco Atro con i vostri occhi, beh credo siate stati accontentati.


Recensito da: Luca Baroncini
Peter Jackson e' riuscito nel miracolo: trasformare il primo libro di un romanzo mito di grande complessita', in un film bello e compatto, in grado di conciliare i fan piu' temibili con il pubblico piu' sprovveduto. L'ardua alchimia e' raggiunta grazie al controllo operato da Jackson sulla tanta materia, umana e letteraria, a disposizione. Con lo spegnersi delle luci in sala e lo schermo ancora nero, la voce fuori campo accompagna gradualmente nell'impalpabile magia di un mondo che non esiste ma che prende forma sotto gli occhi dello spettatore. La poltrona su cui si e' seduti, diventa quindi una sorta di barca che trasporta nel mondo della Terra di Mezzo, dove un gruppo di elfi, hobbit, umani, nani (che ricordano per eterogeneita' la squadra Cyborg 009 dell'omonima serie giapponese) deve lottare per evitare la vittoria del Male. Generalmente nei film fantasy gli eroi, o l'eroe solitario, conducono la loro battaglia per conquistare qualcosa, una sorta di trofeo che permetta il trionfo del Bene. Nella saga tolkieniana, invece, l'eroe deve liberarsi di qualche cosa, nel caso specifico di un anello, che gli e' capitato addosso come una iattura e la cui sola distruzione potra' salvare l'umanita' dalle tenebre infinite. La lotta non sara' ovviamente facile, con tante prove da superare e nemici da fronteggiare e il film si chiude proprio sul piu' bello, lasciando la voglia di scoprire cosa succedera' e di restare ancora per un po', nonostante le tre ore di proiezione, all'interno del mondo di Tolkien reso per immagini da Peter Jackson. La potenza visiva deriva dalla magnificenza delle location neozelandesi e da un utilizzo della computer grafica a supporto della narrazione. Ecco quindi vivere insieme ai protagonisti la scalata delle montagne, i passaggi nel sottosuolo, le vertigini dalle torri o dai ponti sospesi nel vuoto. Tutto forse gia' visto o immaginato, ma reso con un'epica visiva capace di trasformare una storia nella Storia. Non tutte le trovate sortiscono lo stesso effetto e alcuni mostri non convincono (ad esempio gli orchi cannibali che paiono ricalcare con poca fantasia e poco stupore le creature di "Cabal"), ma l'atmosfera di incanto resta viva per tutta la proiezione. Il merito, oltre all'efficacia della rappresentazione, e' della sceneggiatura, che semplifica senza spiegare, lega la spettacolarita' con l'intimismo e da' ad ogni personaggio la giusta caratterizzazione. Nel cast, spiccano l'espressivita' del giovane Elijah Wood, che rende l'innocuo Frodo un supereroe suo malgrado, vulnerabile e credibile, e il carisma di Ian McKellen, un Gandalf che tutti vorrebbero avere come nonno, in cui si coniugano saggezza ed azione.
Tanti gli stimoli e i parallelismi possibili, ma su tutto il piacere di abbandonarsi a un viaggio in grado di trasportare altrove. La sensazione, a proiezione terminata, e' di essere stati accanto ad un focolare ad ascoltare una leggenda, tanto lontana ed improbabile, quanto viva e pulsante nei territori insondabili della fantasia.

Regia: Peter Jackson.
Gli interpreti: Ian Mc Kellen, Viggo Mortesen, Christopher Lee, Elijah Wood, Sean Astin, Liv Tyler, Ian Holm, Cate Blanchett, Sean Bean.
Durata: 178 min
Origine: Nuova Zelanda / USA.
Anno: 2001.