Apocalypse Now, Redux Version
Recensito da: FrG
Molto spesso si parla di questo film dando per scontato che tutti l'abbiano visto, e se ne discute senza mai ricordare la trama presumendo che tutti abbiano letto "Cuore di Tenebra", il romanzo di Conrad da cui è tratto. Cercherò di non cadere nello stesso errore dandovi un breve sunto della storia.
Siamo in Vietnam ed il capitano Willard (Charlie Sheen) è incaricato dai servizi segreti militari (rappresentati anche da un giovanissimo Harrison Ford) di mettersi in viaggio e di raggiungere la Cambogia risalendo il fiume. Arrivato a destinazione, dovrà destituire dal comando il colonnello Kurtz (Marlon Brando). Quest'ultimo è un disertore che, fuoriuscito dal Vietnam ha creato un suo regno nella giungla dove è adorato come un dio. Durante il percorso Willard conosce il colonnello Kilgore (Robert Duvall) che conduce in battaglia la sua formazione di elicotteri (il suo porta la scritta "Death from Above") al suono della cavalcata delle Valchirie. Ovviamente però non posso raccontarvi tutto!
Ma perché il film è stato tanto celebrato, osannato come capolavoro e premiato con una secchio di premi Oscar? In breve, la pellicola vuole rappresentare lo scontro tra la Civiltà (gli elicotteri, la barca su cui viaggiano i protagonisti, l'esercito americano) e la Natura (la giungla, la tigre, gli indigeni); lo si può notare benissimo già dalle sequenze iniziali, quando durante l'attacco gli aerei sganciano napalm a barili sulla foresta che nasconde i vietcong ("Adoro l'odore del napalm di primo mattino"). Esiste poi una seconda linea della trama, che ci conduce nelle zone più oscure della civiltà. Ci illudiamo infatti che durante gli anni di progresso scientifco, colonizzazione e civilizzazione (forzata o meno) di altri popoli l'uomo lasci dietro di sé i più bassi istinti bestiali e le più folli aspirazioni. Tuttavia non è così, qualsiasi azione dell'uomo sarà sempre compenetrata dal Bene e dal Male, ed in certi casi sarà quest'ultimo a prevalere, come nel caso di Kurtz. Con ciò il film non vuole dare una visione manichea della realtà, anzi proprio il contrario. Un terzo grande tema trattato è quello del razzismo e del conflitto tra le stesse diverse civiltà. L'aver ambientato il film in zona di guerra mi sembra già abbastanza significativo e toglie ogni dubbio riguardo alla visione pessimitica dell'autore su questo punto. Quarta cosa: la missione affidata a Willard è una di quelle che "non saranno mai esistite e lei non ci ha mai visto". Singolare è però il fatto che, per destituire e poi uccidere (anche se l'ordine formalmente non viene dato) Kurtz, la C.I.A. non avesse trovato di meglio che accusarlo di omicidio di alcune spie Nord-Vietnamite che facevano il doppio gioco; una cosa che in una "sporca guerra" era assolutamente fuori luogo.Ne nasce quindi il tema delle bugie di Stato, della devianza dei servizi segreti e così via. Per rincarare ulteriormente la dose, nelle sequenze aggiunte che si svolgono nella piantagione francese si dice chiaramente che i viet-cong sono una creazione dei servizi segreti americani. Li avrebbero sfruttati negli anni '50 per sloggiare i francesi dall'Indocina, ma poi si sarebbero rivoltati contro il loro "padrone". Da questo punto di vista niente da dire: siamo alle solite LL. Si può anche benissimo immaginare perché nel 1979 quelle sequenze fossero state tolte.
Tutto ciò riguarda la struttura narrativa del film. Voglio parlare ora anche della fotografia
Ho avuto l'occasione di partecipare ad una proiezione del film a cui era presente il Maestro Storaro, che per il lavoro svolto in questo film ha ricevuto il premio Oscar (uno dei suoi tre). E' una produzione di un fortissimo impatto visivo, girata per la maggior parte in luce naturale in una location nelle Filippine. Ne possiamo notare quindi le sfumate dissolvenze sui colori cupi del crepuscolo, l'uso dei raggi di luce che tagliano la tenebra per illuminare i personaggi o la tenebra per nasconderli. In tutto il film si respira un'aria di michelangiolesca imponenza, temperata dagli accenni di luce del Caravaggio. Un ultimo particolare: i fumogeni sono presenti in tutta la pellicola, e secondo l'autore servono a delimitare e specificare il conflitto civiltà-natura.
Ma com'è in definitiva il film? Bello, ma lungo. L'ultima versione dura circa tre ore e mezza. Se le prime due ore e mezza scivolano via senza farsi sentire, anzi reclamando nuove scene e nuovi spazi, debbo ammettere di aver ceduto di fronte all'ultima parte. Il lungo confronto con Kurtz, le scene psichedeliche del finale sembrano fatte apposta per far provare anche allo spettatore la fatica, la sofferenza e l'indecisione del protagonista. Anche considerando le attenuanti generiche dovute all'epoca di realizazione, non credo che un pubblico medio potrebbe attualmente apprezzare le ultime scene. Potrò essere accusato di eresia, ma la conclusione andrebbe rivista togliendo qualcosa.
Detto ciò, vi saluto. Per eventuali chiarimenti e discussioni, sono qui.
Regia: Francis Ford Coppola .
Fotografia: Vittorio Storaro
Scenografia: Dean Tavoularis
Costumi: Charles E. James
Musica: Carmine Coppola e Francis Coppola
Montaggio: Walter Murchs
Prodotto da: Francis Coppola e Kim Aubry
Gli interpreti: Martin Sheen, Marlon Brando, Robert Duvall, Dennis Hopper, Harrion Ford, Laurence Fishburne.
Durata: 220 min
Origine: USA.
Anno: 1979-2001.
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