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CasomaiRecensito da: Luca Baroncini
Proviamo a pensare ad una giovane coppia che si vuole bene e decide di
sposarsi. Immaginiamo proprio le varie fasi del loro amore: il primo
incontro casuale, un po' di timidezza, le uscite complici, il fatidico
bacio, il consolidamento del rapporto di coppia fino al matrimonio, la
decisione di fare un figlio e poi, l'arrivo della crisi, con la lenta
ma inesorabile disgregazione di quanto costruito. Il film di D'Alatri
ha il pregio di affrontare in modo diretto le problematiche di coppia,
e per ravvivare il racconto escogita un simpatico espediente
narrativo, affidando ad un prete sopra le righe il ruolo di ipotetico
narratore. Interessante anche la scelta di non concentrarsi in modo
esclusivo sui due protagonisti e di raccontare il loro amore anche
attraverso il microcosmo di parenti, amici, colleghi di lavoro che
gravitano loro intorno. Commenti, affermazioni, silenzi, pettegolezzi,
rischiano infatti di minare la perfetta alchimia di una coppia,
insinuando sospetti, suffragando tesi, ingigantendo dubbi. Il mondo
del lavoro puo' essere un'importante affermazione di se stessi, ma
anche una facile via di fuga quando all'entusiasmo, nella coppia
subentra la routine. Il non sempre facile cammino di due persone che
si vogliono bene e scelgono di vivere responsabilmente il loro amore,
pero', nonostante il tocco gentile del regista, la spontaneita' degli
attori, la verve dei dialoghi, pur ponendo problematiche reali, resta
in superficie. Alla fine si ha la sensazione di avere partecipato ad
un amore piu' teorico che davvero vissuto. I personaggi di Tommaso e
Stefania, infatti, risultano privi di quella irrazionalita' emotiva
che nel quotidiano condiziona piu' di una scelta. Sono figurine
graziose, affrontano scelte universali, ma rappresentando tutte le
storie d'amore, finiscono con il non vivere appieno la loro. A ben
guardare, infatti, la semplificazione operata nel film sul carattere
dei personaggi, li rende piu' una somma di luoghi comuni che persone
vere, con un carattere con cui convivere, ambizioni, sogni, sangue,
sudore. Manca quel tocco di follia che inceppa il meccanico
susseguirsi di cause ed effetti, rendendo la vita meno piatta di
quello che il film vuol farci credere. Efficace all'inizio, ma un un
po' abusato e prevedibile nel corso della narrazione, il paragone tra
l'amore e l'equilibrio dei pattinatori. Il finale, aperto ma
consolatorio, e' debitore, per montaggio delle immagini e movimenti
della macchina da presa, delle tante pubblicita' a cui D'Alatri ha
collaborato: non sfigurerebbe, infatti, in mano agli invitati e agli
sposi, un gelato alla panna o una bibita dissetante.
Regia: Alessandro D'Alatri Gli interpreti: Stefania Rocca, Fabio Volo, Gennaro Nunziante, Mino Manni. Durata: 102 min Origine: Italia Anno: 2001. |