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NamelessRecensito da: Luca Baroncini
Una bambina rapita, un orribile delitto, una telefonata misteriosa,
una setta che persegue il male supremo. Nel primo film di Jaume
Balagueró (che arriva nelle sale con tre anni di ritardo dopo numerosi
riconoscimenti in festival internazionali) ci sono tutti gli elementi
per incuriosire lo spettatore e inchiodarlo alla poltrona. Eppure il
risultato convince a meta'. Sono troppe le situazioni e i personaggi
che non trovano adeguata motivazione, soprattutto alla luce dello
scioglimento finale. In effetti il soggetto poteva regalare un
retrogusto ben piu' inquietante. La regia ha il pregio di catturare
l'attenzione e di mantenere alta la tensione. Primissimi piani si
alternano a dettagli e rapidi flash interrompono spesso l'azione,
facendo sobbalzare in piu' di un'occasione lo spettatore. Questi
velocissimi intermezzi, utilizzati con efficacia, contribuiscono alla
creazione di un'atmosfera malsana, ma rivelano presto la loro
gratuita' non aggiungendo alcunche' alla narrazione. Discorso analogo
per gli effetti sonori, scelti con cura e al momento giusto, ma un po'
abusati nel forzare la partecipazione del pubblico. La sceneggiatura
si perde in qualche prolissita', suggerisce strade che poi non
sviluppa e si frammenta in personaggi piu' che altro riempitivi (il
giornalista Chiroga, l'editore esoterico, l'adepto sfigurato) e in
dialoghi poco credibili. Purtroppo si finisce con il percepire
l'inquietudine di un male sotterraneo, con radici lontane, mantenendo
sempre un distacco emotivo. L'unico vero disagio deriva dai volti di
alcuni attori, davvero in parte nel comunicare la tragica banalita'
del male. Perfetto Carlos Lasarte nel dare vita al terrificante
manipolatore Santini. Il confronto tra lui e la protagonista (pur
ricordando l'incontro tra Clarice Starling e Hannibal Lecter ne "Il
silenzio degli innocenti") resta uno dei momenti migliori del film.
Forse l'unico, insieme al finale (aperto e confuso, ma d'effetto), ad
uscire dai binari di una grevita' tendente alla "maniera". Paragonato
a "Tesis", fulminante esordio del conterraneo Amenabar, non ne
possiede la forza disturbante.
Regia: Jaume Balagueró Gli interpreti: Jordi Dauder, Emma Vilarasau, Jessica Del Pozo, Karra Elejalde, Carlos Lasarte. Durata: 102 min Origine: Francia Anno: 1999. |