Shiner
Recensito da: Emanuele Di Nicola
Lo "Shiner" (Diamante) del titolo è Billy Simpson, interpretato da Michael
Caine. Ex pugile, è riuscito a far arrivare il figlio in alto con tutti i
mezzi, legali e non; adesso il suo erede dovrà sostenere un agognato
incontro per il titolo. Ma la sera del trionfo si trasforma in un incubo
sanguinario, che avvolge la pellicola in una fosca tinta noir.
John Irving ha toccato il punto più alto della sua carriera sceneggiando
"Le regole della casa del sidro" di Lasse Hallstrom, outsider agli Oscar di
qualche stagione fa. Purtroppo stavolta ci regala una pellicola
estremamente violenta, ma incisiva soltanto a tratti; dall'altra parte, non
sono pienamente d'accordo con la critica che si è divertita nell'opera di
linciaggio. La lente si sofferma sul mondo del pugilato, di cui indugia a
mostrare la corruzione; ma l'intento moralistico è appena abbozzato e si
dissolve subito, in favore di una storia a tinte forti. Un attore navigato
del calibro di Michael Caine sorregge sulle sue spalle l'intero peso della
pellicola, senza battere ciglio; mai lo avevamo visto in un ruolo così
estremo e cattivo, che finisce per essere una delle maggiori attrattive di
"Shiner". L'altro spunto interessante è la struttura tragica, che in
diverse occasioni strizza l'occhio al "Re Lear" di Shakespeare; peccato che
il regista smarrisca strada facendo il suo personale dosatore, precipitando
nel baratro della violenza gratuita. L'allucinata avventura notturna di
Billy Simpson, alla ricerca dell'assassino del figlio, è un'autentica
escalation, che in una scena trova il suo acuto: Caine punta la pistola sul
ventre di una donna in gravidanza, completamente nuda nel suo letto. La
valida spalla del protagonista è un Martin Landau particolarmente ispirato,
che innalza il livello recitativo della pellicola ad un picco di
eccellenza. Ma non basta, per incantare lo spettatore, che troppo spesso
non capisce dove Irving voglia andare a parare: il rapporto padre-figlio
che affoga nel sangue, la smania di potere a tutti i costi, la sconfitta
esistenziale cronica che può solamente ripetersi fino alla morte. Tutti
questi temi sono accennati, ma senza mai affondare il bisturi con
decisione; il diamante che intitola l'opera intrattiene e lascia l'amaro in
bocca, ma si rivela di modesta caratura.
Voto: 6
Regia: John Irvin.
Gli interpreti: Michael Caine, Martin Landau, Frances Barber, Frank Harper, Andy Serkis, Claire Rushbrook, Danny Webb, Matthew Marsden, Kenneth Cranham, David Kennedy.
Durata: ??? min
Origine: ???
Anno: 2000.
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