Spider Man

Recensito da: Luca Baroncini
Dopo il terribile, quanto a demenza, trailer di "Scooby-Doo", finalmente si spengono le luci in sala e la musica fiabesca di Danny Elfman accompagna un incrocio di ragnatele su cui scorrono i titoli di testa. Sono seduto all'esterno di una fila centrale e, improvvisamente, percepisco una presenza alla mia destra, nel corridoio centrale. Mi volto e faccio quasi un salto sulla sedia: uno pseudo "Spider-man" mi sta fissando, con una sorta di retino da pesca pendente dalle mani. E' sicuramente il maggior colpo di scena della serata, che spiega anche uno degli elementi determinanti per il successo del film: il marketing. Dietro ai centodieci milioni di dollari del primo week-end americano, si cela infatti un'invasione mediatica con pochi precedenti. La febbre per l'Uomo Ragno e' stata preparata a dovere, creando una vera e propria urgenza di non perdere l'evento. Anche in Italia, non a caso, record per il debutto (ma il cattivo tempo ha aiutato), con incassi superiori ad ogni altro blockbuster di stagione. Certo, se dietro al luccichio di trailer, manifesti ed articoli su ogni giornale, non ci fosse un buon film, il traino del marketing esaurirebbe presto il suo effetto. Invece Sam Raimi ha fatto centro. La difficile trasposizione cinematografica di uno dei piu' amati super-eroi della Marvel funziona e regala due ore di azione e divertimento non sacrificate totalmente agli effetti speciali. Buona parte del merito va sicuramente a Stan Lee, cratore di un personaggio umano e vulnerabile che, prima di essere morso da un ragno radioattivo, e' il tipico timido ed introverso a disagio con l'arrogante sfacciataggine del mondo. La scoperta dei superpoteri, di cui acquisisce graduale consapevolezza, lo portera' ad una rivincita nei confronti dell'umanita' che non lo capisce, ma gli affetti resteranno sempre la sua personale "criptonite". Nella prima parte (la piu' riuscita) Sam Raimi, grazie anche ad una attenta sceneggiatura di David Koepp, racconta la nascita del super-eroe senza la fretta di mostrare tutto e subito, calando Peter Parker in un contesto per nulla immaginario. Niente stilizzazioni, ma una New York poco fumettistica e molto reale, con le casette del Queens affiancate inesorabilmente l'una all'altra ed una riconoscibile Manhattan. Il primo volo tra i grattacieli, permette allo spettatore, grazie ai prodigi della tecnica e ad una fantasiosa regia, di volare insieme all'Uomo Ragno appesi ad una prodigiosa ragnatela organica. La seconda parte affianca all'eroe positivo il necessario alter-ego. Contrariamente alla maggior parte dei film sui supereroi, in cui il cattivo diventa il personaggio piu' affascinante e perno del racconto (pensiamo al Joker o al Pinguin di "Batman"), il cupo e scisso Green Goblin e' la parte meno riuscita del film. Nonostante il carisma di Willem Dafoe, infatti, la sua evoluzione negativa non convince ed appare un po' frettolosa la sua contrapposizione a Spider-Man, come risulta tutto sommato grossolana (e troppo cartoon dato il contesto reale) la tuta verde corazzata abbinata al mascherone da Mazinga. Tra i personaggi meno riusciti anche gli zii del protagonista, forse credibili nel fumetto, ma assolutamente inconsistenti e quasi caricaturali nel film, poco verosimili anche per una puntata di "Casa Vianello". Ma veniamo al protagonista: Tobey Maguire si rivela una scelta perfetta.
Generalmente un supereroe si descrive con superlativi assoluti: il piu' forte, il piu' bello, il piu' alto, mentre Tobey Maguire incarna l'icona del ragazzo qualunque, supereore piu' per caso che per vocazione. Inoltre e' un bravo attore, come aveva dimostrato nel sottovalutato "Tempesta di ghiaccio", molto espressivo nella sua apparente staticita'. La graziosa Kirsten Dunst, alias Mary Jane, ha le phisique del ruolo, ma i suoi intensi primi piani non sempre trasudano spontaneita'. Tra le scene a rischio trash, i dialoghi diurni tra l'Uomo Ragno e Mary Jane in piena Manhattan: senza le ombre della notte a proteggere il mito, ci troviamo davanti ad un tappetto in ridicola calzamaglia che parla senza nemmeno aprire la bocca. Sam Raimi si conferma dunque un regista interessante, capace di attraversare i generi cinematografici conservando uno stile inventivo e personale. Caratteristiche che si riscontrano anche in "Spider-Man", dove il suo estro artigianale e' stato sicuramente trattenuto, ma non si e' totalmente piegato alle esigenze di battere cassa.

Regia: Sam Raimi
Gli interpreti: Tobey Maguire, Willem Defoe, Kristen Dunst, James Franco, J.K. Simmons, Rosemary Harris, Cliff Robertson.
Durata: 121 min
Origine: USA
Anno: 2002.