Sulle mie labbra

Recensito da: Luca Baroncini
Comincia come una commedia sociale e sfocia nel thriller il film del poco prolifico regista francese Jacques Audiard. Ed occasioni per spiazzare lo spettatore, o comunque impedirgli di adagiarsi nella prevedibilita', non mancano anche nel rapporto tra i due originali protagonisti. Carla, una prfetta Emmanuelle Devos, e' la segretaria di uno studio che vede scivolarsi le giornate addosso tra fotocopie e stress; e' sorda e solo attraverso un apparecchio acustico riesce a connettersi con voci e suoni da cui, a volte, preferisce volontariamente straniarsi (molto efficaci, al riguardo, le soggettive sonore). Paul, a cui da' vita un Vincent Cassell attento alle sfumature del suo personaggio, ha appena scontato due anni di carcere e cerca un lavoro e una riabilitazione sociale. Come di frequente accade al cinema, l'incontro di due solitudini provoca scintille, ma la strada sara' lunga e irta di difficolta'. Il rapporto tra i due comincia infatti all'insegna del reciproco sfruttamento: Carla puo' sfoggiare un uomo da mostrare alle amiche e si serve dell'abilita' al furto di Paul. Paul trova un letto e qualcuno che si occupi di lui e, soprattutto, una complice preziosa per i suoi piani. A legarli e' quindi cio' che entrambi cercano di dimenticare, la parte che vorrebbero nascondere: la prigione e la sordita'. La cosa che piu' colpisce del film e' proprio la caratterizzazione dei personaggi. Siamo spesso abituati a vedere l'handicap trattato con pieta' o durezza, per sdrammatizzare o scuotere, mentre la sceneggiatura, a cui ha collaborato lo stesso Audiard, rende il personaggio di Carla assolutamente "normale": non bello, non particolarmente simpatico, con insicurezze e ambizioni che in un lavoro impiegatizio non e' insolito riscontrare. D'altro canto Paul non e' il tipico ladro dal cuore d'oro: le difficolta della vita lo hanno reso ruvido e conserva una certa sfrontatezza rispettando una sua etica di comportamento. E' quindi interessante come il loro incontro non sia un colpo di fulmine e non produca una immediata empatia, ma diventi occasione per ottenere qualcosa dall'altro, una sorta di rivalsa, vero e proprio bisogno primario di entrambi. Saranno il tempo e la forzata complicita' a sciogliere le loro corazze. Non solo i protagonisti si trovano nel corso della narrazione a ribaltare i loro ruoli, ma tutti i personaggi, anche quelli minori, arrivano ad una svolta in cui chi aveva il potere lo perde, chi sembrava innocuo si rivela un omicida, chi era ricco perde tutto. Peccato che la virata thriller, pur se ben orchestrata, trasformi i protagonisti in invincibili eroi, privandoli di quella normalita' che permetteva coinvolgimento e immedesimazione. Tutta la parte finale, infatti, procede meccanicamente verso una soluzione alquanto improbabile in cui il "genere" prende il sopravvento. Una scelta dettata forse dalla volonta' del regista di andare incontro alle presunte esigenze del pubblico che, pero', appesantisce la narrazione ridimensionando l'originalita' dell'interessante spunto iniziale.

Regia: Jacques Audiard
Gli interpreti: Vincent Cassel, Emmanuelle Devos, Olivier Gourmet, Olivier Perrier, Olivia Bonamy, Bernard Alane, Celine Samie, David Saracino, Christophe Van De Velde, Pierre Diot, Serge Boutleroff.
Durata: 115 min
Origine: Francia
Anno: 2001.