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InsomniaRecensito da: Luca Baroncini
Dopo l'affascinante labirinto noir di "Following" e il virtuosistico
rompicapo di "Memento", il regista Christopher Nolan, alle prese con
una grande produzione e tre premi Oscar, delude un po' le aspettative.Non che il film non funzioni, ma opta per scelte tutto sommato facili che lo rendono un thriller senza guizzi. Tolta infatti l'inconsueta ambientazione in Alaska, con il paesaggio che diventa parte integrante del racconto, sono pochi i sussulti provocati da "Imsomnia". La storia comincia nel modo piu' classico, con un delitto e un poliziotto dal torbido passato ingaggiato per risolvere il caso. Poi la trama si fa piu' interessante, ma la scena chiave dell'agguato al capanno e' costruita in modo poco credibile, con tutti i personaggi forzatamente al posto giusto (o sbagliato) per innescare lo stratagemma narrativo in grado di dare respiro al film. Per il resto, nonostante una certa abilita' nel mantenere la tensione, sono troppe le coincidenze e le intuizioni giustificate in modo approssimativo e la conclusione opta per l'inevitabile resa dei conti. La presenza di Al Pacino si rivela presto ingombrante, con mosse, scatti repentini, sguardi, silenzi, ormai marchio di fabbrica della sua recitazione. E' uno dei casi in cui l'attore prevarica il personaggio e, pur donandosi ad esso, finisce con il soffocarlo. Robin Williams, che pare ormai deciso ad abbandonare la commedia, presta la sua maschera di gomma ad un personaggio disturbato e gioca, per una volta, di sottrazione. Quanto a Hilary Swank, meno nota al grande pubblico nonostante l'Oscar per "Boys don't cry", conferisce alla poliziotta in carriera affacciata sul mondo un calibrato equilibrio di grazia e determinazione. Regia: Christopher Nolan. Gli interpreti: Al Pacino, Robin Williams, Hilary Swank, Maura Tierney, Martin Donovan, Paul Dooley, Jonathan Jackson, Nicky Katt. Durata: 118 min. Anno: 2002. Paese: USA. |