Magdalene

Recensito da: Luca Baroncini
E' un bel ritratto femminile quello costruito dalla regista e sceneggiatrice Lynne Stopkewich, già autrice del controverso "Kissed". Racconta infatti l'interessante storia di una donna che vive in un piccolo paese di provincia, dove lavora in un motel e offre le sue prestazioni ai pochi clienti che capitano. L'atmosfera è molto cupa, grazie anche ad una colonna sonora che ben sottolinea il disagio della protagonista, il senso di noia, il vuoto emotivo e l'incomunicabilità di cui diventa vittima e artefice. Alcuni dialoghi e situazioni risultano un po' didascalici (il rapporto con la bambina e tutto lo squallido ménage familiare della piccola) e rischiano di interrompere la tensione della narrazione, ma la brava Molly Parker, un alieno dal volto diafano, riesce con grande sensibilità interpretativa ad attrarre lo spettatore come i clienti del motel, raccontando, con l'assenza di espressione e l'interiorizzazione delle emozioni, molto di più di quello che provano a fare le parole. La violenza che permea tutto il film, pur essendo poco esibita, è un sottofondo costante e carica la visione di un senso di angoscia sotterraneo ed inquietante.
Presentato alla Cinquantasettesima Mostra del Cinema di Venezia (la prima del mandato Barbera), è restato nei magazzini della Keyfilms per due anni e viene quindi distribuito con incredibile ritardo. La visibilità dei film presentati ai festival internazionali resta purtroppo legata ad imponderabili strategie di marketing, spesso incapaci di valorizzare singole opere che meriterebbero più attenzione o, semplicemente, di essere mostrate al pubblico.
Curiosità: Molly Parker è la lap-dancer Florence nel successivo (ma ormai dimenticato in Italia) e fallimentare "The center of the world" di Wayne Wang.


Recensito da: Graziano Montanini
Irlanda, anni '60: Margaret, Bernadette e Rose vengono mandate in un convento "Magdalene", riservato alle ragazze che si sono, in un qualche modo, "disonorate". Ma i Magdalene non sono normali conventi, sono strutture che assomigliano piu' a carceri: non si puo' uscire e le ragazze devono lavorare come schiave per tutto il giorno, maltrattate e umiliate dalle suore.
Magdalene si propone di denunciare i misfatti della chiesa cattolica in Irlanda, ed e' proprio per questo la sua assenza di rigore cronachistico stona e non poco. Si ha la sensazione che piu' che un film di denuncia sia un semplice attacco al potere ecclesiastico, pregno di retorica anticlericale e di luoghi comuni e in cui la storia "vera" (il film e' tratto da un documentario della BBC) lascia spesso il posto a situazioni gratuite.
Le attrici sono molto brave, e la storia e' avvincente, ma il film si colloca comunque ad un livello medio, senza elementi che possano far gridare al capolavoro.
Se quindi sono comunque sterili le polemiche della Chiesa Cattolica, che dovrebbe pensare a scusarsi per i suoi errori piuttosto che a attaccare chi li mette in evidenza (sebbene magari in maniera esagerata), e' comunque inspiegabile l'accanimento con cui una certa intellighenzia di sinistra difende il "Leono d'oro" ad un film di caratura non elevata solo perche' attacca l'istituzione clericale.
Nel suo genere era molto meglio il vincitore dell'anno precedente, quel "Monsoon Wedding" che e' stato tanto criticato ma che scontava soprattutto il suo voler essere troppo leggero (e infatti le parti peggiori erano i siparietti drammatici inseriti a bella posta per il pubblico festivaliero). Purtroppo, anche e soprattutto quest'anno, viene confermata la teoria per cui ci sono film di serie A (quelli di critica sociale) e film di serie B (quelli che vogliono semplicemente raccontare una storia).
Voto: 7


Regia: Peter Mullan.
Gli interpreti: Geraldine McEwan, Nora Jane Noon, Anne-Marie Duff, Dorothy Duffy, Eileen Walsh.
Durata: 119 min.
Anno: 2002.
Paese: Gran Bretagna.