Possession - Una storia romantica

Recensito da: Luca Baroncini
In tempi grigi come quelli attuali, in cui la comunicazione e' ridotta a stringati SMS, fa piacere scoprire due personaggi appassionati di letteratura, innamorati di versi lontani e attenti al significato delle parole. Lui e' un americano dai modi rudi che tenta la carriera universitaria nell'ambiente competitivo di Londra, lei una professoressa un po' snob dai nobili natali. La scoperta casuale di un antico documento potrebbe cambiare la storia della letteratura e dara' una virata rosa al loro rapporto. Il tutto in un'Inghilterra formato esportazione con il British Museum, gli autobus a due piani, la verde e rilassante campagna, i castelli, le onde che si infrangono sulle scogliere.
Neil LaBute pare scegliere con cura i copioni da dirigere e dopo la dolce Betty, che crede di vivere in una telenovela in "Betty love", adatta il testo di Antonia Byatt, adeguando le esigenze di una grande produzione all'intimo percorso dei due protagonisti, alla ricerca di un baricentro di affetti a cui potersi appoggiare. Passato e presente si intersecano con fluidita' e la regia riesce a conciliare l'amore impossibile dell'epoca vittoriana con le rigidita' psicologiche del mondo attuale, facendo procedere il film come una sorta di thriller dei sentimenti in cui le scoperte e i colpi di scena si succedono con leggerezza. La sceneggiatura mantiene vivo l'interesse per la vicenda nonostante un inizio improbabile, la caratterizzazione stereotipata dei personaggi di contorno e qualche caduta nel finale. Forse avrebbe potuto approfondire maggiormente i risvolti emotivi dei personaggi, soprattutto nella parte ambientata ai giorni nostri, mentre minimizza i non pochi interessanti spunti per concentrarsi sul ritmo del racconto. Il risultato e' piacevolmente romantico, senza eccessive melensaggini, ma un po' superficiale.
Quanto agli interpreti, il passato e' affidato a due attori abituati ai costumi d'epoca ed anche in "Possession" a loro agio tra pizzi e corpetti: il volto enigmatico di Christabel LaMotte e' di Jennifer Ehle (gia' vista in "Wilde"), mentre il poeta Randolph Henry Ash e' Jeremy Northam, che vanta un curriculum "storico" invidiabile (tra gli altri "Carrington", "Emma", "The Golden Bowl"). Nel presente troviamo invece la star Gwyneth Paltrow, perfetta in un personaggio che ricalca l'immagine con cui si propone ai media, e Aaron Eckhart (attore feticcio del regista presente in ogni suo film) nel ruolo dell'americano disadattato e un po' paraculo. Entrambi in parte e convincenti, ma troppo casualmente "cool" per risultare veri. Tanto che in piu' di una sequenza non stonerebbe una boccetta di profumo francese preannunciata dalla ormai becera voce da spot dal basso impossibile.


Regia: Neil LaBute.
Gli interpreti: Gwyneth Paltrow, Aaron Eckhart, Jeremy Northam, Jennifer Ehle.
Durata: 103 min.
Anno: 2002.
Paese: USA.