Il regno del fuoco

Recensito da: Emanuele Di Nicola
Londra 2020: la terra è dominata dalla razza dei draghi, che hanno sterminato l'umanità. Ma una piccola comunità resiste: a capo di questa, il carismatico Quinn (Christian Bale), che risvegliò il primo drago all'interno di una metropolitana. Dopo il turbolento incontro con l'ex marine Van Zan (Matthew McConaughey), Quinn decide di evitare la morte del topo: inizia così uno scontro all'ultimo sangue contro i bestioni alati.
Obiettivo: eliminare l'unico maschio, che puntualmente rinnova la stirpe.
Rob Bowman, già regista di "X-Files" (diversi episodi televisivi + il film) conosce la fantascienza come le sue tasche: distaccandosi dagli alieni che l'hanno accompagnato nella sua carriera, non rinuncia ad alcune sue tipiche suggestioni. Per esempio: l'estetica del pericolo che viene dall'alto, dove un animale alato sostituisce stavolta il classico disco volante (alcuni vi hanno rintracciato un'azzardata metafora sugli eventi dell'11 Settembre). Oppure la tecnica della sospensione: la platea si trova davanti agli occhi un paesaggio brullo e desolato, avvolto in un'atmosfera di forte tensione.
Dapprima i draghi vivono nei racconti dei protagonisti, per materializzarsi in un momento successivo, fino all'apoteosi finale: non sono mai eccessivi ma sempre ben costruiti grazie alla computer graphic. Gli effetti speciali per lunghi tratti si susseguono, però senza mai costituire l'unica attrattiva della narrazione: vedere la scena della trappola aerea, dove gli arcangeli si librano nell'aria ed il drago diventa una presenza invisibile ed incombente. Il citazionismo -inevitabile in un'opera di fantascienza come questa- viene spontaneamente esplicitato, finendo per divertire il pubblico: l'interpretazione teatrale di "Star Wars" è un'autentica chicca.
Bowman ha sapientemente studiato il suo scenario post-apocalittico, prima di ricostruirlo: a svelarlo sono i dettagli, come la nuova, sinistra versione dell'Ave Maria recitata in un mondo desolato. Per fortuna non si esagera con il patriottismo: non è l'esercito americano a sconfiggere i draghi, anzi il muscoloso Van Zan finisce all'altro mondo in maniera semplicemente agghiacciante.
Fin qui i pregi di questo lavoro. I difetti sono quelli comuni a molte produzioni americane: personaggi bidimensionali e stereotipati (Van Zan è una citazione a Robert Duvall di "Apocalypse Now"), interpretazioni non esattamente da Oscar, sceneggiatura prevedibile tranne qualche guizzo, finale scontato di un certo tipo. Ma il film c'è, capace di assolvere in pieno il suo ruolo: piacevole ed appagante intrattenimento.
Voto: 6,5

Regia: Rob Bowman.
Gli interpreti: Matthew McConaughey, Christian Bale, Izabella Scorupco, Gerard Butler.
Anno: 2002.
Durata: 101 min..
Paese: USA / Gran Bretagna / Irlanda.