S1m0ne

Recensito da: Luca Baroncini
Da anni si parla di attori virtuali al posto di quelli umani e il film di Andrew Niccol (gia' regista di "Gattaca" e sceneggiatore di "The Truman Show") estremizza l'idea ipotizzando un regista in crisi, a causa dei capricci della prima attrice, che pensa bene di sostituire con S1m0ne, una bionda creata da un elaborato software. Lo spunto di partenza e' divertente e si presta ad una caustica analisi sociale, ma il film fatica a svincolarsi da una carineria di fondo che ammorbidisce molto il piglio della critica. La colpa principale e' della sceneggiatura, che trasforma rapidamente l'attrice virtuale in una star mondiale senza creare i presupposti perche' questo accada.
Pensiamo ad un regista tipo Wim Wenders, tanto per fare un esempio, che dirige un ambizioso film d'autore con una bionda mozzafiato come protagonista. Chi se lo filerebbe, soprattutto in America? Invece S1m0ne conquista di colpo il mondo intero. Certo, il lungometraggio di Niccol vorrebbe ironizzare sulla totale falsita' dello star system, sulla completa manipolabilita' del pubblico, avido di miti da amare, distruggere e rimpiazzare, sulla mercificazione di una societa' basata eclusivamente sull'apparenza. Ma la satira colpisce ad intermittenza e non punge mai in profondita', per cui il film galleggia indeciso sul taglio da imprimere al racconto e diventa una sorta di ibrido, non abbastanza cattivo da mordere, non sufficientemente divertente da conquistare.
E' uno di quei casi in cui la tesi da esporre prende il sopravvento sulla storia raccontata, che scricchiola in continuazione sotto le maglie della verosimiglianza. Forse il principio "appari quindi sei" sarebbe stato piu' efficace (nonche' trito) ambientato nel mondo della televisione, unico vero strumento in grado di entrare in tutte le case e di condizionare in modo sotterraneo le scelte del singolo. Il cinema, invece, implica una scelta personale che puo' essere condizionata (vado a vedere quello che mi dicono di andare a vedere) ma resta pur sempre una scelta: devo uscire di casa e decidere di entrare in una sala cinematografica, non mi basta premere un pulsante ed essere bombardato da immagini.
Anche i dettagli tecnici, per quanto non determinanti, sono posti con una grossolanita' da far rimpiangere "Electric Dreams" come film d'avanguardia (elaborati software su minidisk da 5 pollici e un quarto, ormai scomparsi dal mercato; geni del computer ad ogni angolo; l'assenza di dubbi tecnici nel protagonista, non certo un esperto).
Gli interpreti invece sono in parte: Al Pacino, nel primo ruolo comico della sua carriera, presta la sua gigioneria di classe al protagonista senza soffocarlo con scene madri e occhi sgranati e fa piacere incontrare Winona Ryder non sulle pagine di qualche tabloid scandalistico ma sul grande schermo, anche se per poco piu' di un cameo. Quanto alla bella di sintesi senz'anima, Rachel Roberts, funziona a dovere, anche se mai si pensa che possa essere realmente virtuale, come la produzione ha tentato di spacciarla (non compare manco nei titoli di coda se non come "S1m0ne nel ruolo di se stessa!").

Regia: Andrew Niccol.
Gli interpreti: Al Pacino, Rachel Roberts, Chris Coppola, Catherine Keener, Rebecca Romijn-Stamos, Winona Ryder.
Durata: 104 min.
Anno: 2002.
Paese: USA.