The Gift
Recensito da: Emanuele Di Nicola
Immersione nella provincia americana: una ragazza bella ed avvenente è
misteriosamente scomparsa. La polizia arriva a chiedere la collaborazione
di una medium, per individuare una pista nelle indagini.
Sam Raimi raccoglie le sue dirette ascendenze da serie televisive come
"MillenniuM" o "Profiler", per modellare una storia tetra come una notte
senza luna. Raramente ho visto un cast di attori così ben assortito: c'è la
recitazione misurata ma illuminante di Cate Blanchett, indubbiamente la
migliore, le smorfie rabbiose di Keanu Reeves, che gioca ancora a fare il
cattivo dopo "The Watcher", l'ossessione nevrotica di Hilary Swank, la
follia allo stato puro di un grandioso Giovanni Ribisi, ovvero quando la
malattia mentale si trasferisce sullo schermo. Piuttosto incolore è invece
la breve esibizione di Katie Holmes, mentre un gradino sopra a lei si
piazza Greg Kinnear, che in generale fa un pò troppo occhioni per i miei
gusti. Che non sia facile modellare una pellicola del genere è ormai
ampiamente appurato, soprattutto se si lancia uno sguardo alle modeste
fortune che hanno riscosso le ultime uscite del filone. Leggendo la trama
in due righe, sembra che Raimi alzi letteralmente le mani, arrendendosi
alle valanghe di "topoi" di cui il cinema dell'orrore da troppo tempo non
riesce a liberarsi; infatti la storia è troppo classica (medium & polizia
contro assassino) per suscitare fino in fondo l'interesse dello spettatore.
Però c'è qualcosa nell'insieme che piace, che gira per il verso giusto; il
film va inteso in maniera particolare. Al di là della trama, che in alcuni
casi è davvero povera, devono essere apprezzate le ambientazioni grondanti
cupezza e l'atmosfera che si viene a creare. Qui si riconosce pienamente il
regista a tinte fosche che aveva firmato "La Casa" e l'apprezzabile
"Darkman"; il sogno e la realtà si mescolano in un'enigmatica sarabanda,
finché le visioni della protagonista Annie Wilson diventano difficili da
distinguere rispetto al piano reale della vicenda. Inoltre, c'è la
suggestione emanata dalla cittadina di Brixton, circondata da una
fittissima aurea malefica; ogni personaggio è infelice nella sua piccola,
terribile quotidianità. Ognuno nasconde il suo scheletro nell'armadio,
celato da una patina di apparente normalità; non a caso la mia personale
palma di scena migliore viene assegnata al rogo del signor Cole, operato
dal figlio Buddy, in preda ad una devastante esplosione di pazzia. Il bello
è che il suo stato ossessivo suscita nella platea addirittura una certa
simpatia; il suo squilibrio, che deriva da un inenarrabile dolore del suo
passato, riesce a farcelo assolvere. I meriti vanno ricercati in una
sceneggiatura molto buona in alcuni tratti. Sicuramente non nel finale,
dove Raimi si smarrisce; probabilmente il padre fondatore dell'horror
contemporaneo aveva imbastito un plot troppo usuale per poter garantire un
colpo di coda conclusivo che non fosse stato piatto e scontato. Qui lo
spettatore può fare la conta ed individuare senza ombra di dubbio movente
ed identità del colpevole, compreso il carattere illusorio dell'ultima
visione di Annie. Che le facoltà della medium si siano magicamente
trasmesse fino allo spettatore durante la proiezione? Scherzi a parte,
tutto questo sottrae punti al globale, insieme ad una lunga sequenza
processuale piuttosto fuori luogo, con tanto di avvocato antipatico come il
demonio incluso nel prezzo. "The Gift" vanta alcuni spunti interessanti,
anche se sicuramente non in sede di stesura del soggetto; Raimi conferma
tutta la sua espressività visionaria, ma accantona per l'occasione ogni
forma di originalità, condannando lo sfarzoso cast al limbo delle occasioni
sprecate.
Voto: 6
Regia: Sam Raimi.
Gli interpreti: Cate Blanchett, Giovanni Ribisi, Keanu Reeves, Katie Holmes, Greg Kinnear, Hilary Swank, Michael Jeter, Kim Dickens.
Anno: 2000.
Durata: 112 min..
Paese: USA.
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