The Hole
Recensito da: Emanuele Di Nicola
Cosa è realmente successo nel bunker? Alcuni amici vi sono entrati, per
condividere un'elettrizzante esperienza; solo una ragazza è uscita viva.
Adesso, di fronte alle domande di una psicologa, deve chiarire la dinamica
dei fatti.
Lui aspetta, tetro e silenzioso. Ti guarda. E' pronto ad inghiottirti. E'
il buco di Nick Hamm, che fortunatamente non si rivela tale a livello
cinematografico, presentando anzi un prodotto estremamente interessante.
Thora Birch aveva recitato nel pluridecorato "American Beauty" ma, a dir la
verità, in quel caso, offuscata da un Kevin Spacey zampillante di talento a
braccetto con Annette Bening in forma stellare, la sua presenza era quasi
passata in secondo piano. Adesso invece è innegabile; nasce una stellina,
che regala anche una ventata di giovinezza all'affollato firmamento
cinematografico dei mostri sacri, assolutamente indiscutibili ma già
parecchio in avanti con l'età. Questa ragazza ha qualità recitative che
stupiscono, capace di illuminare di luce propria un personaggio altrimenti
intrappolato per metà nella gabbia dello stereotipo. Tra le altre valide
interpretazioni, le tiene testa soltanto la mimica nervosa e gli occhi
strabuzzati di Daniel Brocklebank (nel film è Martin), che dopo una modesta
parte nel sonnolento "Shakespeare in love" rilancia pienamente le sue doti.
Di solito, nel cinema il termine "stereotipo" è utilizzato nel suo
significato più deteriore, ma assistendo alla proiezione di un film come
"The hole" mi rendo conto che i personaggi precostruiti rivendicano una
loro utilità. Infatti il cast di attori resta sempre piacevolmente in
bilico; imprimono una certa autorevolezza alle loro figure (per intenderci:
non è la solita quadriglia vincente-amico del vincente-amica
sfigata-zoccoletta), però non danno mai l'impressione di trasformarsi in
ribelli dello schermo, portandosi sopra le righe nella smania di strafare.
In questo senso anche Nick Hamm sfoggia la sua abilità, anche se per il
futuro deve assolutamente assimilare alcune gocce di mestiere, per
completare la classica quadratura del cerchio. Infatti, in alcuni casi
sembra spingersi un pò troppo in avanti, rimanendo intrappolato - lui che è
inglese - nella letale ragnatela hollywoodiana; il procedimento che regge
in piedi parte del film, cioé le opposte versioni dei protagonisti, è ormai
un cliché, portato al successo da Brian Singer ne "I soliti sospetti" ma
già adottato addirittura da un cineasta del calibro di Kurosawa,
nell'ottimo "Rashomon". Inoltre, la scena della sanguinolenta dipartita di
Mike è quantomeno inverosimile (eufemismo). A compensare almeno un paio di
cali di stile all'interno della pellicola, ci sono dei momenti azzeccati,
da ricordare. Prendiamo per esempio la vita scolastica, descritta da Liz e
da Martin; Hamm gioca bene una carta difficile su un argomento scottante e
fin troppo banalizzato da vari cori retorici, offrendo delle riflessioni
realmente stuzzicanti. Poi c'è quel finale: una coltellata nella schiena
allo spettatore, che esce dalla sala con un sapore amaro sulla lingua. A
Hollywood nessun produttore che ci tiene al posto di lavoro avrebbe
avvallato una conclusione del genere; invece ecco una chiusura feroce,
sleale, disturbante, che più anticonsolatoria non mi sarei potuto immaginare.
Questo non è un film horror, ma non è neanche propriamente un thriller;
sterza in quella direzione in alcuni tratti, senza però mai imboccare la
curva in maniera troppo convincente. Semplicemente, non è questo che voleva
ottenere il regista. Al di là del plot, dell'angoscia che comunque gronda
come una pioggia nera sulla platea, "The hole" ci dice senza troppi
fronzoli che la follia è là fuori. Mentre cammini per strada, incrociando
un labirinto di sguardi ed espressioni, non ti rendi conto; uno di loro -
uno qualunque - potrebbe essere uno psicopatico. Ecco il significato della
pellicola: e questo mi fa decisamente più paura dei vari "Scream" e "So
cosa hai fatto". Nick Hamm forse ha modellato un film giovanilistico, ma
zeppo di cattivi pensieri e con due palle così. Non è trasgressione
forzata, non è retorica e non è maniera. Peggio ancora: è realismo.
Voto: 7
Regia: Nick Hamm.
Gli interpreti: Thora Birch, Desmond Harrington, Daniel Brocklebank, Laurence Fox, Keira Knightley, Embeth Davidtz, Steven Waddington, Emma Griffiths Malin.
Anno: 2001.
Durata: 102 min.
Paese: Gran Bretagna.
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