L'uomo che non c'era

Recensito da: Emanuele Di Nicola
Sullo schermo corre l'anno 1949. Ed Crane, barbiere filosofo, scopre che la moglie lo tradisce e decide che è ora di prendersi la rivincita. Per aprire un business di lavanderie a secco, inizia a ricattare l'amante della consorte, fingendosi un'altra persona; ma l'imprevisto è dietro l'angolo.
I fratelli Cohen cambiano decisamente genere, dopo l'omerico "Fratello, dove sei?"; qui miscelano citazionismo ed eleganza registica, per creare una miscela semplicemente da applausi. La sigaretta è il prolungamento facciale di Billy Bob Thorton per tutto il film, in un clima fitto di rimandi bogartiani; l'interpretazione del protagonista, alterato da un incredibile parrucchino, è semplicemente eccellente. Raramente capita di vedere un attore americano così affermato dimenticare totalmente l'invitante tanfo del danaro, per offrire un'autentico corso di recitazione su pellicola; perle di saggezza per ogni emergente, che dal viso monolitico di Thorton riesce a dedurre il postulato della settima arte. Il bianco e nero optato dai registi non è un occhiolino a Fellini nello stile di David Lynch ("The Elephant Man"), bensì una citazione ai quei furenti anni Quaranta, capaci di rielaborare il concetto di cinema. La telecamera danza con signorilità, padrona di uno stile smisurato: elencare tutti i virtuosismi sarebbe un'impresa fluviale. Vi basti la scena in cui il protagonista al rallentatore si muove tra la folla, anima mimetizzata fra la massa, mentre i passanti al contrario vengono paradossalmente velocizzati; oppure i segmenti onirici che annunciano il finale, spezzati dal grottesco movimento del cerchione di un'automobile. Il duo Cohen possiede una maturità espressiva davvero notevole, unita alla capacità di raccontare storie avvincenti, dipanando la matassa soltanto gradualmente; un altro pregio enorme è quello di presentare non un nucleo narrativo centrale, ma un formicaio brulicante di personaggi spesso volutamente stereotipati, vite, sensazioni, differenti circuiti emozionali. Con pochi tratti -a volte un solo scambio di battute!- una figura viene delineata in maniera asciutta ed inequivocabile; l'esempio lampante è la moglie di Big Dave che, sotto il risibile sguardo sbarrato, nasconde in realtà una storia di devastante umanità. Incapace di rassegnarsi ai tradimenti del marito, la sua psiche preferisce adottare un'improbabile verità extraterrestre... o forse non troppo improbabile, visto che poco dopo, all'interno di un qualsiasi quotidiano, capeggia l'inquietante mistero dell'UFO-crash di Roswell. Questo film è un alveare di divagazioni, sfumato e coinvolgente, capace di fissare una verità, salvo poi metterla in gioco nella scena successiva. "L'uomo che non c'era" è l'anello di congiunzione mancante fra lo spettacolo passato ed il cinema presente; adottando il solo filtro di una regia illuminata di stile, raccoglie, elabora e ripropone le suggestioni di un tempo. Di conseguenza, non è un noir soltanto di nome, ma anche di fatto: una commedia umana screziata di rosso, come la platea non ammirava da parecchio. Il ritorno agli origini esplicita un elemento di distacco: se nel 1940 il cinema era sostanzialmente povero e per consacrare un film le interpretazioni per forza di cose dovevano realmente essere "grandi", adesso nel 2001 gli sfarzi computerizzati sembrano rincorrersi in una gara all'involucro, alla confezione priva di contenuto. I fratelli Cohen si elevano dal letame qualitativo americano, affidandosi esclusivamente al loro genio fantasioso ed alle qualità degli interpreti: fortunatamente fanno pesca grossa, selezionando soltanto attori in stato di grazia. Oltre al già citato protagonista, il secondo squalo è James Gandolfini: narciso, ammiccante, logorroico, abilmente in bilico tra il "noir" e il "grotesque".
Da vedere per imparare qualcosa sul cinema. Se mentre scorrono i titoli di coda non vi ritenete soddisfatti, beh... allora compratevi una bambola gonfiabile!
Voto: 9

Regia: Joel Coen.
Gli interpreti: Billy Bob Thornton, Michael Badalucco, James Gandolfini.
Anno: 2001.
Durata: 115 min.
Paese: USA.