| |
|
 |
B.B. E Il Cormorano |
 |
|
 |
|
 |
| |
|
Regia: Edoardo Gabbriellini.
Gli interpreti: Edo Gabbriellini, Luce Caponegro (Selèn), Carolina Felline, Giorgio Algranti, Paolo Vivaldi,Marco Giallini.
Titolo originale: B.B. E Il Cormorano.
Anno: 2003.
Paese: Italia.
|
|
 |
|
 |
|
 |
|
 |
| |
Recensito da: Luca Baroncini
Edoardo Gabbriellini e' stato scoperto da Paolo Virzi' che lo ha reso
protagonista del riuscito "Ovosodo". Ora il giovane attore ha deciso
di sperimentarsi dietro la macchina da presa e interpreta e dirige il
suo primo lungometraggio. Alla base del debutto non sembra pero'
esserci qualche cosa da raccontare, comunicare o, semplicemente,
condividere. E la sperimentazione da sola non basta. Lo spettatore si
trova infatti immerso nei piu' triti luoghi comuni, sia narrativi che
a livello visivo. Gabbriellini sceglie un taglio quasi surreale, con
una ex-colonia fascista sul litorale di Livorno in cui alberga un
campionario di mesta umanita'. Il protagonista e' un idraulico che
sogna l'America (tanto per cambiare) e incrocia il suo destino con i
personaggi che vivono nello stabile. Non ci vengono risparmiati i
vecchi che non li vuole piu' nessuno, i cinici proprietari, gli
intrallazzi edilizi, le borghesi procaci e tentatrici, i giovani
disadattati, la famiglia qualunquista. Si riscontrano eco felliniane
nel grottesco che piu' volte fa capolino, ma l'insieme risulta
soltanto sconclusionato e i siparietti che compongono la narrazione
mancano di un'amalgama in grado di infondere personalita' e stile al
progetto. La sceneggiatura alterna banalita' a qualche ricerca di
approfondimento mentre l'assenza di ritmo rende il tutto
particolarmente faticoso. Gabbriellini, come interprete, gronda
espressivita' ma pare sforzarsi di mantenere sempre la stessa faccia
per tutto il film. Selen, in arte Luce Caponegro, oltre a un generoso
decollete' e a disastrosi dialoghi, fa rimpiangere le esibizioni hard
degli esordi. Gli altri sono quasi tutti non professionisti, e si
vede.
Nel torpore generale si distinguono solo alcune immagini, in grado di
trasmettere una certa atmosfera di disagio ma incapaci di incollarsi
tra loro (qualche esterno e la ricercata geometria di alcuni interni),
la co-protagonista Carolina Felline, che nonostante dialoghi il piu'
delle volte innaturali dimostra verve, spigliatezza e confidenza con
l'obiettivo, la spontanea "prima volta" nei bagni del pub, e il
titolo. Che, pero', poco c'azzecca.
Resta tuttora un mistero la scelta di includere il film nella
prestigiosa sezione "La settimana della critica" all'ultimo festival
di Cannes. Ma, si sa, i motivi che portano un film al successo o a
importanti vetrine non sempre hanno a che fare con il cinema.
| |
 |
|
 |
|
|
|
|
|