Confessioni Di Una Mente Pericolosa

 
 

Regia: George Clooney.
Gli interpreti: George Clooney, Drew Barrymoore, Julia Roberts, Rutger Hauer, Sam Rockwell.
Titolo originale: Confessions Of A Dangerous Mind.
Durata: 113.
Anno: 2002.
Paese: USA.

 
 
 
  Recensito da: Emanuele Di Nicola
La doppia vita di Chuck Barry, inventore e conduttore di programmi televisivi di giorno, sicario della CIA di notte: intorno a questo incredibile personaggio ruota il debutto alla regia di George Clooney, illuminato dalla sceneggiatura del talentuoso Charlie Kaufman (illustre firma de "Il ladro di orchidee"). Il film è un'autentica sorpresa: si teme per un attimo che la parabola di Barry si risolva nel classico doppiogiochista fighetto, interpretato da un attore mediamente affascinante e tamarro per incantare le ragazzine. Ma è solo impressione: fin dall'inizio la pellicola crea una sensazione diffusa di malessere esistenziale. Alla fine dei conti, Clooney racconta la storia di un perdente, uomo nudo ed inerme davanti ad un televisore, che nel bilancio della sua vita si trova disperatamente in passivo; lo fa con una regia estremamente godibile, raccogliendo alcune tipiche caratteristiche del suo amico Soderbergh (qui produttore del film). Tra queste, le diverse sfumature cromatiche ad accentuare il cambio di ambientazione (il Messico è giallo, Berlino incredibilmente bianca, gli studi televisivi una festa decadente di colori); gli interpreti sono incredibilmente azzeccati, dal protagonista Sam Rockwell (particolarmente vivace a camaleontico) fino a Julia Roberts nei seducenti panni della spia (ci regalerò la grande scena dell'avvelenamento nel finale). Clooney si regala un ruolo sfumato ed enigmatico, nella classica figura lynchiana che compare/scompare durante l'arco del film; si lascia apprezzare il dolce sorriso di Drew Barrymore, ed una spassosa doppia apparizione di Damon e Pitt, insoliti protagonisti (perdenti!) de "Il gioco delle coppie". La visione si rivela dinamica e spassosa, grazie alla capacità di mutare registro: quando sembra ormai imboccato il viale della commedia (Barry, inserito negli ambienti televisivi, si scatena) si sterza invece sul thriller (i lavori per la CIA in giro per il mondo), per finire nel drammatico vero e proprio (l'ultimo incarico per i servizi segreti, che conduce il protagonista verso la follia). Si avvicina la chiusura, l'ultimo colpo azzeccato, dove scompare la figura leggendaria di Chuck Barry per lasciare spazio all'uomo. L'ultima sequenza è l'inaspettata materializzazione di un personaggio dal vivo, per chiudere in bellezza un lavoro pregevole sul quale, lo confesso, prima della visione non avrei scommesso una lira; felice incursione di Clooney dietro la macchina da presa, che potrebbe presagire addirittura alla nascita di un regista.

Voto: 8